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pubblicato il 03/lug/2014 15:58

Imprese: Intesa SP, crescono reti. Ultima nata punta su 'Salva Pompei'

(ASCA) - Torino, 3 lug 2014 - Piu' che un progetto per ora e' soltanto uno slogan, ''Salva Pompei'', quello con cui si presenta ''Rete Politecna Restauro''. L'ultima nata delle reti d'impresa del Piemonte opera nel campo del restauro e del recupero di edifici e punta ad entrare nei grandi cantieri culturali. Quanto a Pompei, ammette l'amministratore Giampiero Astegiano ''l'idea e' di candidarsi, ma bisogna vedere cosa decideranno le istituzioni, le regole e le disponibilita' economiche''. La rete di Restauro e' stata costituita da sei aziende piemontesi, tra cui le imprese di costruzioni Zoppoli e Pulcher, Fantino e Secap, che hanno messo insieme il loro know how, dalle costruzioni appunto, all'ingegneria, al restauro, al recupero di immobili storici.

Nel curriculum delle imprese associate, il restauro della Reggia di Venaria, la ristrutturazione del Museo Egizio, la valorizzazione del forte di Fenestrelle. Unendo le forze, pur mantenendo l'autonomia tipica consentita dai contratti di rete, le aziende cercano di abbattere il gap con i grandi gruppi. E se in Italia lo stallo nei cantieri dovesse proseguire, grazie allo scudo della rete, le aziende, possono andare a conquistare lavori all'estero. In questo quadro un ruolo fondamentale e' giocato dal partner finanziario, in questo caso Intesa Sanpaolo, che opera sia da garante nei confronti delle realta' accademiche con cui le reti sviluppano rapporti di collaborazione sia offrendo la possibilita' di finanziare fino al 100% dell'investimento necessario di cui il 40% come anticipo. La rete, che utilizza il marchio Poliart, e' frutto di un accordo di collaborazione tra Intesa Sanpaolo, Confindustria Piemonte, Politecnico di Torino, Ance Piemonte-Valle d'Aosta e principali Associazioni datoriali del Piemonte, che, oltre un anno fa, ha portato all'avvio del Laboratorio Regionale delle Reti d'Impresa: un ''incubatore'', aperto a imprese esistenti e di nuova costituzione, ideato per promuovere tavoli tecnici, seminari, eventi, per agevolare l'incontro tra potenziali partner e per contribuire alla diffusione del contratto di rete presso le imprese piemontesi, come strumento di sostegno e accelerazione per la crescita e l'accesso ai mercati internazionali.

L'ultima indagine dell'Osservatorio sulle Reti d'Impresa di Intesa-Sanpaolo, presentata oggi, registra a dicembre 2013 un trend in crescita per le reti. Al primo giugno 2014 sono 1590 i contratti di rete, di cui 140 soggetti giuridici, con oltre seimila imprese coinvolte, pari allo 0,18% delle imprese italiane. Circa il 50% delle imprese coinvolte sono in Lombardia (quasi 2mila), ed Emilia (circa mille). Il Piemonte e' leggermente arretrato con 349 imprese (pari allo 0,10% del totale), superato anche dalla Toscana.

Ma in quest'ultimo trimestre, sottolinea l'indagine, si e' avuta un'accelerazione con 50 nuove imprese in rete solo nei mesi di aprile e maggio. Tre aziende su quattro infatti, sottolinea l'indagine ritengono di poetr raggiungere obiettivi individuali, grazie al programma di rete, mentre un'azienda su due si attende una migliore redditivita'. Il fenomeno sviluppatosi dal 2011 non e' in grado di dare risposte importanti dal punto di vista dei risultati, anche perche' la migliore performance rispetto alle imprese non in rete, che pure si registra, e' in gran parte dovuta a una migliore competitivita' di partenza delle imprese 'associate', come e' stato riferito.

''Unendosi in rete - ha osservato Antonio Nucci, direttore regionale Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria di Intesa-Sanapolo - le aziende possono superare la dimensione locale senza perdere autonomia e flessibilita', acquisendo maggiore forza produttiva e commerciale e procurandosi nuovi sbocchi sui mercati esteri ad alto potenziale''.

Il rettore del Politecnico di Torino, Marco Gilli ha invece messo in luce come la realta' delle reti richieda una formazione multidisciplinare, abbracciando nel caso del restauro campi che spaziano dall'ingegneria strutturale, a quella dei materiali, a quella gestionale all'information techonology, fino alle competenze classiche e che quindi va progettata insieme.

''Si possono formare persone che abbiano tutte queste competenze insieme'', ha detto Gilli. eg/sam/

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