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pubblicato il 22/ott/2013 14:05

Imprese: Confartigianato, 1.719.000 attivita' guidate da donne

(ASCA) - Roma, 22 ott - Le imprenditrici hanno resistito meglio dei colleghi maschi ai colpi della congiuntura negativa della crisi economica. Lo rivela l'Ufficio studi di Confartigianato, spiegando che negli ultimi 5 anni il numero delle lavoratrici indipendenti italiane (imprenditrici, lavoratrici autonome, libere professioniste) e' diminuito di 123.000 unita', pari al 6,7% in meno. Un calo inferiore a quello registrato dalla componente maschile del lavoro indipendente che, dal 2008 al 2013, e' diminuita del 9,1%, con una perdita di 387.900 unita'. A reagire alle difficolta' di questi anni sono state soprattutto le donne alla guida di aziende con dipendenti che, tra il 2008 e il 2013, sono addirittura aumentate di 28.900 unita', pari all'8% in piu'. Le donne che lavorano in proprio nel nostro Paese sono 1.719.000, rappresentano il 30,8% del totale dei lavoratori indipendenti attivi in Italia e il 18,4% del totale dell'occupazione femminile. E tra le fila dell'esercito delle attivita' autonome ''rosa' spiccano 364.942 imprenditrici alla guida di imprese artigiane. La propensione imprenditoriale delle italiane fa guadagnare al nostro Paese il primato in Europa per il maggior numero di attivita' autonome guidate da donne. Ci seguono la Germania, con 1.373.400 imprenditrici, e il Regno Unito (1.264.400). A livello regionale, il record per il maggior numero di lavoratrici indipendenti, pari a 305.720, appartiene alla Lombardia. Secondo posto al Lazio (172.459) e terza posizione per la Toscana (154.152). ''I dati del nostro osservatorio - sottolinea Edgarda Fiorini, presidente di Donne Impresa Confartigianato - dimostrano che fare impresa e' sempre piu' un mestiere da donne''. A questo proposito, Fiorini sollecita la riattivazione, da parte del Governo, del tavolo dell'imprenditoria femminile con la rappresentanza delle associazioni imprenditoriali e chiede di rendere ''finalmente fruibili'' i 20 milioni di euro destinati con un decreto dello scorso marzo alla sezione speciale del Fondo centrale di garanzia dedicato alle imprese femminili. com-drc/

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