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pubblicato il 20/feb/2014 14:37

Immobili:Confedilizia,tasse pari a 2,3% Pil.Verso record mondiale (upd1)

(ASCA) - Roma, 20 feb 2014 - La tassazione sugli immobili? A guardare i numeri presentati oggi in uno studio della Confedilizia, presente il presidente Corrado Sforza Fogliani, e curato dal professor Francesco Forte, la progressione della pressione fiscale sugli assomiglia a un assedio su un bene facilmente aggredibile e quindi un vero ''cash cow (mucca da mungere)''. Nel 2011 la pressione fiscale sugli immobili, Ici e imposte per trasferimenti, viaggiava all'1,3% del Pil. Un numero frazionalmente inferiore alla media dei paesi dell'area Ocse (1,4%), superiore a quello della media dell'Eurozona (+1,0%) e perfettamente in linea con la media dell'Unione europea (+1,3%).

''L'aumento della tasse sugli immobili deciso dal governo Monti, per l'anno 2012, con il passaggio dall'Imu all'Ici e il constestuale aumento del 60% del moltiplicatore delle rendite catastali, era stato giustificato dal fatto che in Italia la tassazione era piu' bassa della media in Europea.

Non era vero, il nostro paese era allineato. Tanto che nel 2012, con il passaggio dall'Ici all'Imu la pressione fiscale sugli immobili e' salita dall'1,3% al 2,3% del Pil'', ha spiegato il professor Forte. Nell'Eurozona, sempre nel 2012, infatti la tassazione sugli immobili e' aumentata all'1,1% (+0,1 punti) del Pil, nell'Ue e nell'area Ocse e' rimasta inchiodata rispettivamente all'1,3% e all'1,4%.

Lo studio, applicando la teoria dell'ammortamento dell'imposta sui cespiti che danno reddito, quali gli immobili, mostra come il tributo si traduca in una riduzione del valore degli immobili. Dunque l'aumento della tassazione sugli immobili nel 2012 di 14,7 miliardi di euro equivale a una patrimoniale straordinario di 355 miliardi, che corrisponde alla riduzione del valore degli immobili, una riduzione, ovvero una patrimoniale, pari a circa il 23% del Pil. Solo per le famiglie proprietarie di immobili la perdita di valore dal 2011 al 2012 ammonta in termini reali, considerando anche l'erosione dovuta all'inflazione, a 190 miliardi.

In vista, nessuna buona notizia per il 2013, ''ci stiamo lavorando, attendiamo di avere i numeri definitivi su gettito fiscale dagli immobili e quelli del Pil ma considerando che l'anno scorso il Pil e' sceso di quasi due punti, e' prevedibile che la pressione fiscale sugli immobili sia oltre il 2,3% del Pil registrato nel 2012'', ha spiegato il professor Forte.

Infatti, l'esenzione dell'Imu sulla prima casa e' stata piu' che compensata dal calo del Pil e dunque il rapporto tra tassazione immobili e Pil potrebbe essere salito ancora.

Stessa per quest'anno, anche al netto della ''ripresina'' del Pil, le stime vanno da +0,3% a 1%, sulla prima casa si abbattera' la Tasi, ''una Imu mascherata perche' basata sui valori catastali e non sui servizi indivisibili'' spiega il rapporto. E la patrimoniale nascosta potrebbe salire dal 23% al 25% del Pil.

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