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pubblicato il 19/feb/2013 12:34

Immobiliare: Sorgente Group si ritira da acquisto cinema Adriano

(ASCA) - Roma, 19 feb - E' sempre piu' in alto mare la vendita delle sale cinematografiche dell'ex circuito Cecchi Gori. Dopo la forte presa di posizione dei Comitati unitari di base (Cub Informazione) contro la vendita frazionata di alcune sale, starebbe per uscire di scena uno dei protagonisti piu' promettenti dell'''affaire'', Sorgente Group guidata da Valter Mainetti, che stava negoziando da mesi l'acquisto del Cinema Adriano a Roma, ma che a questo punto avrebbe deciso di chiamarsi fuori: ''Comprendiamo la forte tensione anche sociale che sta nascendo attorno a questa trattativa, effettivamente durata a lungo, e stiamo pensando di annullare il nostro interesse'', fanno sapere fonti finanziarie vicine a Sorgente: ''Avevamo detto e garantito che il Cinema Adriano non avrebbe perso la sua attuale funzione, ma vediamo che questa nostra affermazione non e' bastata ai sindacati''. La probabile uscita di Sorgente Group aggraverebbe l'incertezza sul futuro del circuito. Sabato scorso, i Cub avevano diramato una nota molto dura contro la situazione di incertezza in cui versa il gruppo: ''I lavoratori e le organizzazioni sindacali non sono messi in grado di sapere quale futuro e' previsto per il circuito'', si afferma nella nota. ''Non hanno avuto esito alcuno le ripetute richieste d'incontro, rivolte al liquidatore dalla CUB Informazione'' e ''l'estenuante prolungamento delle trattative con Mediaport (impresa che fa capo a Massimo Ferrero, ndr) sta portando al progressivo e deleterio affossamento del circuito cinematografico che ha perso gia' due sale (Roma e Empire) e vede sempre piu' incombente la minaccia della chiusura di altre tre sale (Admiral, Gregory, Troisi) nonche' l'annunciata richiesta della cassa integrazione in deroga. La ventilata soluzione della vendita frazionata del circuito, con l'acquisizione del solo cinema Adriano da parte di Sorgente Group aggraverebbe ulteriormente la gia' difficile situazione economica del circuito che, in tal modo, perderebbe la proprieta' del pezzo piu' importante sia per entrate commerciali che per prestigio. Anche con le rassicurazioni fornite dal gruppo acquirente, riguardo alla sua intenzione di mantenere attivo l'esercizio cinematografico e di non operare modifiche di destinazione d'uso, rimane indispensabile per il futuro dei lavoratori opporsi con tutte le forze alla vendita frazionata del circuito''.

La conseguenza pratica di questa presa di posizione e' che adesso anche il personale della sala che stava per passare di mano vede pregiudicato il proprio futuro. Difatti delle undici sale ex Cecchi Gori sono rimaste attive solo sei: hanno chiuso da tempo Empire e Roma, chiuderanno presto Gregory e Troisi, e prossimamente l'Admiral, secondo il ''punto'' fatto dai sindacati.

red/rf

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