sabato 10 dicembre | 12:04
pubblicato il 18/gen/2012 18:10

Immobiliare/ Il settore dei fondi tiene nonostante lieve flessione

L'indice Fiups scende da 18 a 16,91 nel 2011

Immobiliare/ Il settore dei fondi tiene nonostante lieve flessione

Roma, 18 gen. (askanews) - Il settore dei fondi immobiliari tiene nonostante la crisi economica. L'indice Fiups dal primo al quarto trimestre 2011 è sceso da 18 a 16,91 punti. Questo indicatore è la traduzione grafica del Sentiment del settore, curato da Sorgente Group e Università degli Studi di Parma, è stato presentato nel corso dell'Assemblea di Federimmobiliare, "A fronte di una leggera flessione dell'indice Fiups registriamo buon andamento dei fondi immobiliari con particolare attenzione ai fondi ad apporto che sono riservati agli investitori istituzionali", ha detto il professor Valter Mainetti, Amministratore Delegato di Sorgente Group nel corso dell'evento cui ha partecipato anche Romano Prodi. "Questo vuol dire - ha proseguito Mainetti - che vengono preferiti prodotti pensati ad hoc per i soggetti come gli enti previdenziali, della stessa tipologia dei due fondi Aida e Norma istituiti da Sorgente Sgr per Siae. Sono prodotti in cui gli immobili vengono conferiti a dei fondi immobiliari dedicati, le cui quote rimangono in proprietà all'Ente conferente: il patrimonio viene poi gestito dall'SGR che ha istituito il fondo". Gualtiero Tamburini, presidente Federimmobiliare, ha aggiunto: "Nonostante il settore immobiliare incida per il 20% sul PIL, non riceve la corretta attenzione dalla politica e dalle istituzioni in generale. Sarebbe preferibile favorire la crescita del settore, che traina poi l'intera economia, con la revisione della normativa urbanistica e della fiscalità, rendendo certe le procedure anche per gli investitori stranieri". Proprio sugli aspetti depressivi dell'attuale congiuntura economica e sul ruolo dell'Europa è intervenuto Prodi. "Sono mancate azioni condivise sul piano politico - ha detto l'ex presidente del Consiglio - Germania e Francia non hanno più nemmeno una linea unitaria e agiscono ognuna per proprio conto. Le azioni intraprese riflettono purtroppo la paura dell'elettorato e la chiusura degli europei verso l'esterno. In sostanza, ora che l'Italia ha seguito le linee guida espresse dall'Europa, attendiamo dai partner europei un segnale di approvazione forte".

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