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pubblicato il 27/gen/2014 17:21

Immobiliare: Gruppo Boscolo, piano risanamento per chiudere crisi

Immobiliare: Gruppo Boscolo, piano risanamento per chiudere crisi

(ASCA) - Roma, 27 gen 2014 - Il piano di risanamento del gruppo Boscolo evita il fallimento della societa' e, in quattro anni, permettera' alle banche di recuperare interamente i crediti. Ma il sentiero che deve percorrere l'amministratore delegato, Luciano Fausti, e' stretto. Molto stretto. Sia perche' le banche devono ancora ufficializzare il via libera all'operazione, sia perche' la famiglia dei quattro fratelli Boscolo deve restare convinta di non avere alternative. E confermare piena fiducia a Fausti.

La scommessa dell'amministratore delegato dipende da una constatazione: il piano, messo a punto con la consulenza della Price, e' un piccolo miracolo perche' prevede il ritorno in bonis recuperando 400 milioni di debito su 250 milioni di ricavi, per il 60 per cento dalle attivita' alberghiere e per la parte restante ricavati dalla parte tour operator (un settore dai conti in nero, anche se a margini ridotti). In tutto l'ebitda attuale, cioe' la profittabilita', e' intorno ad una ventina di milioni, del tutto inadeguati considerando il peso degli interessi sul debito. Per il Ghirlandaio.it chiudere in sostanziale pareggio la grande crisi del gruppo Boscolo, uno dei principali gruppi alberghieri italiani, consente alle banche di tirare un sospiro di sollievo perche', in questi tempi, sono costrette a registrare perdite rilevanti pur di recuperare almeno parte degli affidamenti. Difficile comunque, prosegue l'analisi del Ghirlandaio, accettare l'uscita di scena dopo avere vissuto anni di successi che hanno permesso di costruire un gruppo di grandi alberghi a cinque stelle partendo quasi da zero, da Chioggia e dintorni.

E lo e' ancora di piu' considerando che, ormai da qualche mese, il mercato immobiliare italiano da' i primi segnali di ripresa. A partire dalle real estate delle grandi banche d'affari internazionali e dai fondi esteri, in particolare quelli arabi, che sono tornati a considerare un affare gli investimenti in Italia. Vale il detto che la speranza e' l'ultima a morire, ma la situazione del gruppo Boscolo risulta troppo compromessa per non procedere subito a interventi d'emergenza. Anche perche' nel 2010 le banche hanno gia' finanziato con una cinquantina di milioni il primo piano di risanamento che, tuttavia, non ha dato risultati apprezzabili.

Un errore grave che suscita qualche preoccupazione. Nella classifica dei creditori la maglia rosa e' del Monte dei Paschi di Siena, che e' esposto per la rispettabile cifra di 100 milioni, eredita' dell'Antonveneta, banca di riferimento dei Boscolo ben prima di essere acquistata dal gruppo senese.

Seguono in graduatoria Unicredit, che e' creditore per 70 milioni, e altre due banche, Bnl-Bnp Paribas e Veneto banca, entrambe finanziatrici per 50 milioni. Proprio le banche, di fronte al precipitare della crisi che ha fatto svanire in un lampo la cinquantina di milioni con cui il gruppo e' stato rifinanziato tre anni fa, hanno imposto ai Boscolo la nomina di un manager di loro fiducia, Luciano Fausti, diventato direttore generale nel maggio scorso, con successiva promozione nell'incarico di amministratore delegato in settembre.

Si e' mossa, in particolare, Mediobanca, molto attenta alle vicende dei Boscolo. E proprio cosi' si spiega l'incarico a Fausti, che ha percorso l'intera vita professionale in Mediobanca, lavorandoci 24 anni (e', tra l'altro, figlio dell'ex presidente della Banca commerciale italiana, Luigi Fausti). Inizialmente ha fatto parte dell'area finanza, seguendo i clienti storici, passando poi al real estate, diventandone uno dei due responsabili. Ora il risanamento del gruppo Boscolo e' previsto in quattro anni grazie alla vendita di buona parte degli alberghi e alla migliore efficienza nella gestione.

Nell'attesa del via libera delle banche, le trattative per la vendita degli alberghi sono in fase avanzata anche se non possono essere chiuse per evitare il rischio della revocatoria nel caso che il piano di risanamento non dovesse avere successo. Finora si sono fatti avanti soprattutto fondi immobiliari esteri: cinesi, russi, dei Paesi del golfo come Dubai, Qatar e degli Emirati. Il valore di ogni immobile che verra' venduto, secondo le indicazioni del piano, sara' definito tenendo conto delle perizie di una societa' indipendente, la Cushman Wakefield, multinazionale dei servizi immobiliari. red-gbt

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