giovedì 08 dicembre | 23:26
pubblicato il 23/set/2013 12:00

Ilva/ Infrazione Ue pronta giovedì, Orlando scrive a Bruxelles

Il ministro incontrerà commissario Potocnik mercoledì a New York

Ilva/ Infrazione Ue pronta giovedì, Orlando scrive a Bruxelles

Bruxelles, 23 set. (askanews) - Una procedura comunitaria d'infrazione contro l'Italia per il caso Ilva è pronta sul tavolo della Commissione europea e dovrebbe essere varata giovedì prossimo, a meno di sorprese dell'ultimo minuto. Sorprese comunque possibili, anche perché mercoledì il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando incontrerà a New York il commissario Ue responsabile, Yanez Potocnik, e cercherà probabilmente di guadagnare altro tempo. Già lo scorso fine settimana è pervenuta a Bruxelles una lettera di Orlando, hanno riferito fonti della Commissione. Il ministro italiano, che nella lettera "ha elencato tutte le difficili decisioni e misure prese dal governo", sta evidentemente cercando di scongiurare l'avvio della procedura, che aggiungerebbe tensioni ulteriori in una partita già molto complessa. L'incontro di New York, dove si svolgerà una riunione Onu per fare il punto sulla lotta alla povertà mondiale nel quadro del "Millennium Development Goals", era già previsto da tempo, hanno precisato le fonti di Bruxelles. La Commissione ha chiuso ad agosto la fase di pre-contenzioso (Eu-Pilot) cominciata nel marzo 2012, volta a evitare, se possibile con una soluzione concordata, l'avvio della vera e propria procedura d'infrazione. Le risposte da Roma sono state insoddisfacenti, e l'Esecutivo Ue si appresta dunque a mettere in mora l'Italia sostanzialmente su due punti: per il mancato rispetto delle prescrizioni previste dall'autorizzazione integrata ambientale (Aia) per le emissioni inquinanti, che l'Ilva ha ottenuto in applicazione della direttiva Ippc ("Industrial Pollution Prevention and Control"), e per non aver imposto all'azienda le misure di recupero previste dalla direttiva del 2004 sulla responsabilità civile per danno all'ambiente. La Commissione non sembra affatto convinta della risposta del governo al mancato rispetto di diverse prescrizioni dell'Aia, che dovevano essere attuate entro scadenze precise, e che è consistita sostanzialmente in un rinvio dei termini scaduti. La lettera di messa in mora darà due mesi di tempo al governo per rispondere ai rilievi di Bruxelles, e in caso di risposta insoddisfacente sarà seguita da un "parere motivato" che concederà altri due mesi all'Italia per mettersi in regola, pena un ricorso in Corte europea di Giustizia.

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