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pubblicato il 11/dic/2015 16:16

Il padrone cinese di ClubMed fermato dalla polizia a Shanghai

Bbc: la società assicura che non è indagato e che è raggiungibile

Il padrone cinese di ClubMed fermato dalla polizia a Shangai

Roma, 11 dic. (askanews) - Il gruppo cinese Fosun International ha confermato che la polizia ha messo in stato di detenzione il suo fondatore e numero uno, Guo Guangchang, il magnate che nei mesi scorsi aveva soffiato il Club Med alla cordata guidata dall'italiano Andrea Bonomi. Lo riporta la Bbc, dopo che in precedenza il settimanale finanziario cinese Caixin aveva riferito che il 48enne era stato prelevato dalle forze dell'ordine presso un aeroporto di Shanghai e che da ieri non si avevano più sue notizie.

Fosun è stata sospesa dagli scambi in Borsa e la società ha puntualizzato che le contrattazioni ripartiranno lunedì. I possedimenti all'estero del magnate asiatico vanno oltre i villaggi: controlla infatti anche il Cirque du Soleil ed è azionista di Thomas Cook. Peraltro Fosun lo scorso luglio si era aggiudicata il palazzo che aveva costituito la storica sede di Unicredit a milano, a piazza Cordusio.

Secondo Caixin, l'imprenditore, spesso soprannonimato "il Warren Buffett della Cina" verrebbe sentito nell'ambito di una indagine per corruzione, anche se non è chiaro se come indagato o se come persona informata dei fatti.

Sempre secondo la Bcc, Fosun ha assicurato che non è indagato e che è comunque consultabile per le decisioni più rilevanti. Il tutto sembra inserirsi nella massiccia campagna di lotta all corruzione che il presidente Xi Jinping sta portando avanti da quando è salito al potere, che sta investendo l'amministrazione e l'imprenditoria cinese a tutti i livelli.

Con una fortuna personale valutata a 7,8 miliardi di dollari, Guo sarebbe il maggiore esponente del settore privato ad esser incappato finora in queste indagini. La sua Fosun è una delle finanziarie più conosciute in Cina, con attività che il magnate stesso ha recentemente quantificato in 160 miliardi di dollari. La sospensione degli scambi a Shanghai ha investito cinque solcietà controllate.

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