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pubblicato il 21/feb/2013 11:46

Ifil-Exor: Grande Stevens, questo processo mi mortifica (1 Upd)

(ASCA) - Torino, 21 feb - 'Sono mortificato''. Per due volte Franzo Grande Stevens, avvocato della famiglia Agnelli, sottolinea cosi' il suo stato d'animo al processo d'appello che lo vede imputato assieme a Gianluigi Gabetti per aggiotaggio informativo a proposito all'equity swap del 2005.

''Sono mortificato - ha detto Grande Stevens - nel trovarmi in questa sede in qualita' di imputato dopo 60 anni di carriera''. Grande Stevens ha sottolineato che il suo contributo alla stesura del comunicato del 24 agosto 2005 alla Consob, che e' oggetto del processo, e' stato esclusivamente di consulenza legale replicando cosi' al pg, Giancarlo Avenati Bassi, che lo ha indicato come autore di quel comunicato. ''Un avvocato e' libero, indipendente e autonomo nell'esprimere un parere giuridico cosi' come lo e' il giudice nell'emanare una sentenza''. Si puo' non condividere questo parere, come una sentenza, ma ''non possono costituire reato''. Quanto alla ''ossessione per la riservatezza'' sempre addebitata dal pg a Grande Stevens, l'imputato ha replicato che per un avvocato ''e' un titolo di merito e non un addebito''.

''Sono mortificato, perche' alla fine della mia vita e della mia carriera professionale sono imputato per un'attivita' professionale'', ossia ''per il parere favorevole che ho dato al comunicato che le societa' G.A.Sapaz (l'accomandita Agnelli, ndr) e Ifil hanno emesso il 24 agosto 2005 su richiesta di Consob''. ''Non si puo' dubitare che la mia sia stata un'attivita' professionale un'attivita' da avvocato'' ha osservato Grande Stevens, ricordando di non aver mai ricoperto ''cariche di amministratore esecutivo oppure con rappresentanza, ne' avrei potuto averle perche' incompatibili con la professione di avvocato''. L'anziano professionista torinese ha inoltre ricostruito di essersi recato in Consob e aver presentato alcuni atti della vicenda ''scritti su carta intestata, come avvocato'', indicando inoltre espressamente il nome del cliente per cui venivano presentati, (vale a dire la Giovanni Agnelli Sapaz, ndr). E presentando, alla fine dell'iter, una parcella legale alla societa'. A sostegno della sua attivita' strettamente professionale Grande Stevens ha anche sottolineato che ''per deporre dinanzi i Procuratori della Repubblica, ho prodotto una lettera di esonero dal segreto professionale altrimenti, rispondendo, avrei commesso un reato''. Grande Stevens ricordando di aver dato parere favorevole al comunicato stampa oggetto del procedimento, puntualizza anche di ''aver dato un giudizio professionale sulla base delle mie conoscenze e dell'esito dei miei incontri di persona e telefonici con i vertici Consob''. Tre in particolare furono i pareri forniti da Grande Stevens nell'operazione. In primo luogo ''quello che il contratto di equity swap concluso da Exor non dovesse essere comunicato: il parere e' stato da tutti condiviso''. Poi, ''quello che, in caso di aumento di capitale di Fiat, simultaneo a quello del convertendo per preservare la stessa posizione azionaria, non ricorresse l'obbligo di Opa''. E a questo proposito Grande Stevens ha ricordato il parere conforme della Consob. Infine Grande Stevens si espresse sulla bonta' dell comunicato del 24 agosto 2005, rilasciato dalla Giovanni Agnelli Sapaz e da Ifil. ''e' questo il parere che non e' stato condiviso, ma che io continuo a ritenere corretto''. La richiesta di chiarimenti della Consob del 23 agosto sarebbe stata infatti uguale a quella del luglio precedente, tranne che in due punti. E in particolare nel riferimento a ''notizie di stampa che si riferivano ad intese con le banche circa l'aumento di capitale cosiddetto convertendo'' e sull'''eventuale studio e iniziative in corso che, se riferite al convertendo, erano sconosciute alla Giovanni Agnelli Sapaz e alla Ifil, ma conosciute dalle banche che, infatti, risposero di aver in corso studi da parte di legali''. In sintesi Grande Stevens ha ricordato che la Consob aveva perfetta conoscenza delle intenzioni del gruppo Agnelli e di quale fosse lo stato delle inziative in corso e che il comunicato seppur considerato in primo tempo minimalista fu discusso proprio con la Consob prima della sua diffusione.

''Come potevo anche lontanamente supporre che il comunicato costituisse un reato come e' stato successivamente sostenuto?'', ha domandato il legale. Per questo, ha osservato ''detti parere favorevole al comunicato e il dott.

Gabetti si fido' del parere di un avvocato anziano ed esperto'' . ''Quanto alla societa' Ifil non era al corrente di alcunche' e non doveva comprare alcunche' perche' l'acquisto di azioni doveva farlo la controllata Exor alla quale soltanto io - ha detto in conclusione - ho presentato la parcella. La decisione dell'Ifil di comprare fu presa soltanto dopo il 10 settembre''.

eg/mau

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