lunedì 27 febbraio | 20:38
pubblicato il 25/set/2015 15:58

"I produttori di vino italiani si associno per andare all'estero"

Moretti Polegato (Villa Sandi): "Ottima la vendemmia 2015"

"I produttori di vino italiani si associno per andare all'estero"

Roma (askanews) - La vendemmia di quest'anno si annuncia straordinaria, con elevata qualità e quantità. Ma ora la sfida dei produttori di vino italiani è quella di affermarsi sempre più sui mercati mondiali, valorizzando il prodotto per aumentarne il valore e insidiare anche nei prezzi il primato che resta francese. Per questo i produttori di vino, che in Italia sono molto frammentati, debbono associarsi per partecipare insieme alle grandi fiere mondiali e affrontare la sfida dell'export. E' la ricetta di Giancarlo Moretti Polegato, fratello di Mario, il patron delle scarpe Geox, che nell'ambito della famiglia si occupa dell'azienda vinicola veneta con marchi come la Gioiosa, Villa Sandi, Opere Trevigiane. Moretti Polegato è anche consigliere di Federvini, l'associazione dei produttori aderente a Confindustria, e del Consorzio del Prosecco, il vino italiano che ha avuto negli anni scorsi la maggiore crescita sui mercati mondiali. "La vendemmia 2015 - dice Moretti Polegato in questa videointervista - è sicuramente da ricordare, straordinaria, con uva bellissima, dovuta a un microclima eccellente grazie a luglio e agosto assolati e con poche piogge. La qualità supererà quella dell'anno scorso e ci sarà un aumento anche della quantità: in Veneto stimiamo un 10% in più. L'Expo di Milano è stato poi una grande occasione per rendere protagonisti il cibo e i vini italiani: ha sicuramente contribuito a un inizio di ripresa dei consumi interni, dovuto anche alla crescita del turismo. Anche le esportazioni sono in ripresa: il prosecco è in crescita del 20% e si vende in tutto il mondo, dall'Europa, all'America, all'Asia". C'è però il problema del valore: oggi il vino italiano è superiore a quello francese in quantità, ma è ancora la metà di quello francese per valore: noi esportiamo per 5 miliardi, contro i 10-11 miliardi della Francia. Come colmare questo gap? "La nostra sfida per il futuro non è più puntare sulla quantità, ma sulla qualità, cioè sulla valorizzazione dei nostri vini. Noi con la nostra azienda abbiamo fatto la scelta di associarci, perchè il mondo vinicolo italiano è molto frammentato e siamo deboli per quel che riguarda le dimensioni. Noi abbiamo costituito il consorzio Italian Signature Wine Academy che unisce sette produttori di vini di alta qualità di diversi territori: noi con il prosecco Villa Sandi, l'Amarone di Allegrini, Fontanafredda in Piemonte o Frescobaldi in Toscana. Ci presentiamo insieme ai maggiori mercati esteri, collaboriamo all'estero e questo ci consente di avere un impatto maggiore: lo scorso giugno siamo stati insieme con uno stand molto grande e visibile al vinexpo di Bordeaux, prossimamente saremo a Shanghai e poi andremo sempre insieme alla fiera del vino di Dusseldorf che anticipa il nostro Vinitaly".

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