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pubblicato il 26/set/2016 19:28

I 3 punti della ricetta Draghi: Ue agisca su diffusa insicurezza

Subito misure comuni su migranti e difesa. Ripristinare fiducia

I 3 punti della ricetta Draghi: Ue agisca su diffusa insicurezza

Roma, 26 set. (askanews) - Nuovo pressante richiamo all'Europa dal presidente della Bce, Mario Draghi: "la diffusa sensazione di insicurezza, anche economica, resta una grande preoccupazione. Non possiamo aspettare semplicemente tempi migliorino: dobbiamo rinnovare i nostri sforzi affinché l'Unione economica e monetaria offra sicurezza e prosperità".

"E la Bce farà la sua parte", ha aggiunto di fronte al Parlamento europeo. Draghi parlava nella regolare audizione trimestrale alla Commissione Affari economici e monetari. Ma il messaggio è sembrato rilanciare richiami altrettanto forti già sentito due settimane prima, il 13 settembre a Trento, nel discorso in occasione del premio Alcide de Gasperi.

Il capo della Bce ha ripetuto più volte che la politica monetaria da sola non basta a risollevare la crescita. Specialmente sul lungo periodo, non può ripristinare una espansione che sia "reale e sostenibile". Devono intervenire "altri attori", a cominciare dalla politica. "E' importante assicurare che l'Unione europea venga incontro alle aspettative dei suoi cittadini".

Questo, secondo Draghi, richiede intervenire su "tre linee di azione". La prima è costituita da "nuovi progetti europei comuni focalizzati sulle preoccupazioni e le necessità" dei cittadini. Sfide che per la loro natura vanno inevitabilmente oltre i confini dei singoli Paesi, passando per soluzioni europee. "In questa ottica oggi le priorità includono i campi delle migrazioni, della sicurezza e della difesa".

Si tratta della seconda volta in meno di un mese che il capo della politica monetaria interviene in maniera così diretta su tematiche che ovviamente esulano dal campo di azione della Bce. Un segno del fatto che evidentemente nelle strutture decisionali comunitarie questi aspetti vengono sempre più visti come problemi con implicazioni sistemiche.

La seconda linea di azione indicata da Draghi è nel ripristino della fiducia reciproca tra Paesi, necessario se si vuole ipotizzare più integrazione. E questo non può che passare dal pieno rispetto delle regole concordate sui conti pubblici. Che contengono "tanta flessibilità". Dove ci sono vanno utilizzati i margini di bilancio. Dove non ci sono margini bisogna lavorare sulla composizione della spesa in modo da favorire il più possibile la rimozione degli ostacoli a crescita e occupazione.

Infine, terza linea di azione vanno "completati i progetti di integrazione avviati", ha detto Draghi, come l'Unione bancaria e il mercato unico dei capitali. Altrimenti "la nostra Unione resta vulnerabile".

Peraltro se dalle politiche economiche e strutturali arrivasse la giusta sponda, la Bce sarebbe nella condizione di mantenere meno a lungo l'attuale politica monetaria espansiva, con tutti i rischi di effetti collaterali che comporta. Draghi ha comunque escluso che al momento nell'area euro vi siano bolle immobiliari. E' vero che in alcune realtà i prezzi sono saliti, ma non c'è un fenomeno generalizzato e manca il contestuale forte aumento del credito e del ricorso alla leva finanziaria tipico delle bolle.

Il banchiere centrale, che ha colto l'occasione dell'audizione per rendere omaggio a Carlo Azeglio Ciampi, è nuovamente intervenuto sul tema delle banche. Si è rifiutato di commentare il caso della tedesca Deutsche Bank, oggi di nuovo bersagliata di vendite dopo indiscrezioni di stampa secondo cui il governo tedesco avrebbe escluso di elargire aiuti di Stato. Peraltro la stessa banca ha chiarito di non averli mai chiesti.

In generale invece, secondo Draghi nelle banche europee c'è un problema di bassa redditività legato anche all'eccessivo sviluppo del settore (overbanking). In questo quadro "sono importanti le iniziative per portare ad un consolidamento". Tuttavia "bisogna stare attenti quando diciamo overbanking. Ci sono centinaia di piccole banche che fanno un ottimo lavoro e certamente non le vogliamo distruggere. Ma ce ne sono certamente altre che andrebbero consolidate".

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