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pubblicato il 05/giu/2015 19:31

Grecia, stretta finale a giorni, Tsipras: "Mai così vicini"

Ma il premier chiede a Ue e Fmi di ritirare richieste "assurde"

Grecia, stretta finale a giorni, Tsipras: "Mai così vicini"

Roma, 5 giu. (askanews) - Si profila l'ennesimo slittamento sulla stretta finale del caso Grecia. Resta sul tavolo la possibilità di un nuovo vertice a tre Juncker-Tsipras-Dijsselbloem, ma dato che il presidente della Commissione non ha ancora recapitato alcun invito "per l'immediato non sono previsti incontri", ha spiegato un portavoce dell'esecutivo comunitario.

Sempre da Bruxelles fonti vicine alla questione spiegano che la prima data utile per un incontro potrebbe essere mercoledì. Perché da domenica il capo della Commissione sarà impegnato al G7 in Germania, assieme ai leader dei maggiori paesi dell'area euro. Lunedì sera e martedì sarà invece a Strasburgo, per la consueta riunione mensile che il collegio della Commissione tiene in trasferta presso la sede plenaria del Parlamento europeo.

A questo punto la scadenza intermedia da tenere presente - posto che in base a quanto concordato a febbraio il negoziato dovrà chiudersi entro fine mese - è l'Eurogruppo calendarizzato il 18 giugno, posto che non è esclusa una riunione staordinaria ove si rendesse necessario.

Atene nel frattempo ha comprato un po di tempo chiedendo, sul filo di lana, o meglio sull'orlo del precipizio, l'accorpamento a fine mese di tutte le rate di giugno verso il Fondo monetario internazionale, per 1,6 miliardi complessivi. Oggi erano in scadenza 330 milioni di euro, fonti del governo ellenico hanno successivamente assicurato che ci sarebbero state le risorse per pagare. Ma è inevitabile che questa mossa abbia acuito i timori sulla consistenza delle liquidità nelle casse dello Stato.

Il premier greco Alexis Tsipras ha ribadito il no a quelle che definisce rischieste "assurde" di Unione europea e Fmi, ma ha anche assicurato che "nessuno vuole la rottura" che non si è "mai stati così vicini" a una soluzione definiva delle trattative. Il tempo è agli sgoccioli non solo per la Grecia, ha detto davanti al Parlamento ellenico, ma per tutta l'Europa.

Tra Atene, da una parte, e Unione europea e Fmi dall'altra permangono distanze su alcuni nodi: dalla riforma dell'Iva (i creditori vogliono solo due aliquote, i greci ne vorrebbero tenere tre di cui una mini al 6%), alle pensioni, alle retribuzioni nella pubblica amministrazione. Sugli obiettivi di bilancio, in particolare l'avanzo primario di bilancio però, le differenze sarebbero dell'ordine dello "zero virgola", superabili quindi se ci fosse la volontà politica. Che però deve esistere da ambo le parti.

Il quadro di incertezza ha avuto pesanti ricadute sui mercati, specialmente sui titoli bancari con crolli dell'ordine dell'11 per cento mentre si teme che stia proseguendo l'emorragia di depositi. In generale sulla Borsa di Atene è stato un venerdì nero, con l'indice principale che ha chiuso a quasi il meno 5 per cento. Intanto sono tornate le vendite sui titoli di Stato ellenici, con i rendimenti sui bond a 10 anni di scadenza risaliti all'11,4 per cento.

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