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pubblicato il 08/lug/2015 18:28

##Grecia non preoccupa Visco e Padoan, ma Ue deve cambiare marcia

"Effetti modesti su Italia". Patuelli: questa Europa non ci piace

##Grecia non preoccupa Visco e Padoan, ma Ue deve cambiare marcia

Roma, 8 lug. (askanews) - La lunga agonia della Grecia va avanti ma per l'Italia non ci sono rischi di contagio. È il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, a dare nuove rassicurazioni sulle conseguenze della crisi ellenica, nei giorni decisivi per il futuro dell'area euro dopo la vittoria del no al referendum deciso da Atene sull'accordo con i creditori. Rassicurazioni che confermano le parole del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, convinto che non ci siano rischi per l'Italia e l'eurozona. Ma se gli effetti saranno "modesti", anche in caso di default, per Visco c'è da stare attenti a "ripercussioni più gravi" nel caso in cui tra gli investitori tornino i timori sulla irreversibilità della moneta unica.

"Gli sviluppi di questa vicenda restano profondamente incerti", ha detto il governatore all'assemblea annuale dell'Abi, sottolineando però che "gli effetti diretti della crisi greca, per il tramite dei legami commerciali e finanziari, sarebbero modesti per l'Italia e per l'area anche nei peggiori scenari". La crisi, tuttavia, "potrà avere ripercussioni più gravi se riaccenderà negli investitori internazionali il timore che l'euro non sia irreversibile". Per questo, avverte Visco, "sarà indispensabile in questo caso un'azione di contrasto coordinata da parte delle autorità sia nazionali sia europee".

La necessità di un'azione europea è pienamente condivisa da Padoan, che già all'indomani del referendum ha escluso rischi per l'Italia e l'area euro, aprendo al confronto con il governo Tsipras su un nuovo piano di salvataggio. E dal palco dell'assemblea Abi, dopo l'intervento di Visco, il ministro ha evidenziato che la crisi greca mostra "la necessità profonda di accelerare l'integrazione nell'area euro. Accanto all'apertura del cantiere Grecia occorre aprire un cantiere per l'Europa. In ambedue i casi - secondo Padoan - occorre un disegno ambizioso di lungo periodo e il governo italiano è impegnato in prima linea a promuovere ambedue i cantieri".

La vicenda ellenica non spaventa neanche le banche italiane, nonostante le forti perdite subite in Borsa negli ultimi giorni. Però anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nella sua relazione ha messo in evidenza l'urgenza di un cambio di rotta dell'Ue. Perchè "con la crisi greca sono maggiormente venute al pettine le contraddizioni e i limiti di un'Europa cresciuta con l'assoluta prevalenza delle strutture e delle regole economiche su quelle istituzionali e costituzionali". Questa Europa "non ci piace - ha ammonito il numero uno di Palazzo Altieri - ma in un mondo globalizzato le crisi non si superano tentando di chiudersi in un antistorico neonazionalismo".

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