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pubblicato il 13/ago/2015 16:55

Grecia, domani eurogruppo, ore decisive per terzo salvataggio

Dopo il vaglio odierno da parte del Parlamento greco

Grecia, domani eurogruppo, ore decisive per terzo salvataggio

Roma, 13 ago. (askanews) - Ore decisive per le sorti del terzo pacchetto di salvataggio della Grecia. Domani alle 15 i ministri finanziari dell'eurozona si incontreranno a Bruxelles per emettere il loro verdetto sulla bozza d'accordo raggiunta tra Atene e i suoi creditori. Un'intesa, quest'ultima, che in queste ore è al vaglio del Parlamento di Atene che si esprimerà con un voto in seduta plenaria, previsto in tarda serata. Il governo di Alexis Tsipras dovrebbe ottenere l'approvazione del piano grazie anche ai 106 voti dei principali partiti di opposizione, ma sarà chiamato di nuovo a confrontarsi con l'ala minoritaria del suo partito, contraria alle nuove misure di austerità, con diverse defezioni tra i deputati di Syriza, come già avvenuto nelle scorse votazioni di luglio.

"Il calendario è serrato e siamo costretti a questa procedura di emergenza", ha detto Gerasimos Balaouras, deputato del partito di governo Syriza, avviando la discussione. Il deputato ha ricordato che la Grecia deve rimborsare giovedì prossimo 3,4 miliardi di euro alla Banca centrale europea (Bce) e che punta, con il voto sul terzo piano di salvataggio del Paese, a ottenere una prima rata degli aiuti, che oscillano tra gli 80 e gli 86 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Il viceministro delle finanze tedesco, Jens Spahn, si è mostrato cauto sulla prospettiva di un accordo finale a Bruxelles venerdì, sottolineando che sia Berlino che Parigi hanno ancora delle domande sui piani di Atene per privatizzare parte delle sue attività economiche. Secondo quanto riportato dal Financial Times, inoltre, il ministero delle Finanze di Berlino ha distribuito ai partner dell'eurozona un documento nel quale elenca le sue obiezioni all'intesa, ponendo le premesse per una discussione che si annuncia difficile.

Intanto il primo ministro finlandese, annoverato tra i "falchi" per il rigore nell'eurozona, ha detto di aver ricevuto un mandatop per approvare il pacchetto di salvataggio per Atene sempre che siano state rispettate le numerose precondizioni delineate dai creditori (Ue, Bce, Fmi).

"Serie preoccupazioni" da parte delle istituzioni europee sono state espresse sulla sostenibilità del debito greco. Il giudizio, contenuto in un documento anticipato dall'agenzia Bloomberg che contiene uno scenario di base da parte di Bruxelles, appare destinato a mettere pressione sulla Germania, principale creditore di Atene, per concedere un alleggerimento del debito come parte del prossimo programma di aiuti. Secondo il documento il debito pubblico greco toccherà il prossimo anno un picco del 201% del Pil prima di ritracciare gradualmente verso il 160% previsto per il 2022.

E' noto che in tempi recenti dubbi sulla sostenibilità del debito greco erano stati espressi anche dal Fondo Monetario Internazionale che comunque nel passato ha chiesto livelli di debito vicini al 120% per erogare prestiti.

Il documento europeo, oltre alle "serie preoccupazioni riguardanti la sostenibilità del debito pubblico greco" puntualizza che una soluzione può essere ottenuta senza ricorrere a riduzioni nominali dello stesso. Il nodo debito sarà certamente uno dei punti caldi del vertice dell'eurogruppo di domani a Bruxelles, incaricato di esaminare il nuovo piano di aiuti da 85 miliardi per Atene.

Ma la giornata di giovedì ha visto anche una notizia positiva per Atene con il Pil greco che, a sorpresa, ha mostrato una crescita dello 0,8%, uscendo così tecnicamente dalla recessione. Difatti i primi tre mesi dell'anno si erano conclusi con una crescita zero e con questo secondo trimestre, il paese ha fatto registrare due trimestri consecutivi senza segno meno, scongiurando la recessione. Il dato del secondo trimestre è anche superiore alle attese, con gli analisti che stimavano una crescita zero. Su base annua, il Pil è salito dell'1,4%.

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