sabato 21 gennaio | 23:09
pubblicato il 21/feb/2012 12:28

Grecia/ Crolla popolarità di partiti governo e di Papademos

E sale consenso a sinistra, ma maggioranza vuole mantenere euro

Grecia/ Crolla popolarità di partiti governo e di Papademos

Roma, 21 feb. (askanews) - Una consistente maggioranza di greci continua a ritenere che il paese debba restare nell'euro "ad ogni costo", ma sta crollando la popolarità dei due maggiori partiti politici, quelli che sostengono l'attuale governo di salvezza nazionale e che soprattutto hanno sottoscritto un cruciale impegno: portare avanti, anche dopo le elezioni di aprile, misure e riforme pretese da Ue e Fmi in cambio dei nuovi aiuti. E cala pesantemente anche la popolarità del premier ad interim, il tecnico Lucas Papademos. I risultati si un un sondaggio realizzato dalla società Gpo per conto della rete televisiva greca Mega conferma i timori che circondano le future prospettive del paese anche dopo che l'Eurogruppo ha appena concordato di concedere alla Grecia un nuovo piano pluriennale di aiuti, da 130 miliardi di euro. Perché l'effettivo stanziamento di questi aiuti dipenderà dalla concreta attuazione da parte di Atene degli impegni sottoscritti, e la volontà politica di farlo potrebbe svanire dopo le elezioni. Messi assieme i socialisti del Pasok, l'ex maggioranza di governo, e i conservatori di Nuova Democrazia avrebbero meno di un terzo dei consensi se si votasse oggi, secondo il sondaggio. Al momento questi due partiti detengono circa 200 voti in parlamento su 300 totali, e a causa di una quarantina di defezioni ad un recente voto sull'austerità da parte di esponenti che sono stati già espulsi dai due partiti. All'opposto aumenta notevolmente il consenso attorno alle formazioni di sinistra più intransigenti, che da sempre si oppongono contro quella che viene chiamata "austerità". In Grecia sostenere tagli alla spesa e riforme si paga a caro prezzo in termini di popolarità. Secondo il Gpo oggi Nuova democrazia otterrebbe il 19,4 per cento dei voti, il Pasok un 13,1 per cento. Si tratta di minimi storici per entrambi, e la caduta non ha risparmiato il piccolo partito di destra nazionalista, il Laos, che si era chiamato fuori dal sostegno alle misure accettate dal governo solo all'ultimo: oggi riceverebbe il 5,1 per cento di voti contro il 7,1 per cento stimato a dicembre.

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