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pubblicato il 05/mag/2015 19:20

Grecia accusa: veti incrociati di Ue e Fmi a impediscono accordo

Domani Varoufakis a Roma vede Padoan

Grecia accusa: veti incrociati di Ue e Fmi a impediscono accordo

Roma, 5 mag. (askanews) - Segnali allarmanti sulla Grecia, accanto a rassicurazioni. Da un lato il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis si mostra fiducioso sulla possibilità di un accordo - anche se non prevede che si possa raggiungerlo in tempo per l'Eurogruppo di lunedì 11 maggio - e procede con una girandola di visite nelle capitali europee alla ricerca di appoggi. Domani sarà a Roma per incontrare il suo omologo italiano Pier Carlo Padoan, nel primo pomeriggio. Contemporaneamente però il governo greco ha diffuso un duro comunicato in cui accusa Unione europea e Fondo monetario internazionale di essere responsabili dell'impossibilità di raggiungere un compromesso, a causa delle loro "contraddizioni e divergenze".

Atene ha colto al balzo la palla fornita dal Financial Times, che ha desrcitto quella che ha tutta l'aria di una spaccatura di nel Brussels Group, la ex "Troika" di Commissione Ue, Bce e Fmi.

Secondo il quotidiano finanziario, al recente vertice finanziario europeo a Riga, il Fmi avrebbe preteso una nuova ristrutturazione del debito greco, in assenza della quale non sarebbe più disponibile a finanziare la sua parte di aiuti (coprirebbe quasi la metà dell'ultima tranche ancora non versata, da 7,2 miliardi di euro). Questo perché, avrebbe spiegato il direttore del dipartimento europeo del Fmi Poul Thomsen, la realtà attuale dei conti pubblici greci è ben peggiore di quella che era preventivata nel piano di correzione.

E questo drastico peggioramento ha trovato conferme nelle previsioni di primavera appena sfornate dalla Commissione europea. La crescita attesa sul 2015 è stata ridotta da più 2,5 per cento ad un mesto più 0,5 per cento, mentre il debito è previsto impennarsi sfondando la soglia del 180 per cento del Pil. Il responsabile degli Affari economici Pierre Moscovici ha respinto in maniera drastica le ipotesi di uscita dall'euro. Non si prende in considerazione "in nessun caso", ha detto. Ma ha anche avvertito che l'incertezza politica e le rinnovate tensioni stanno minando le prospettive di ripresa elleniche.

La Grecia, per parte sua, ha puntato il dito contro il quadro di veti incrociati che di fatto si è venuto a creare. "Il Fmi mette paletti sulle riforme di lavoro e pensioni, mentre è più disponibile sulla questione dell'avanzo primario - ha affermato il governo greco -. Al contrario la commissione è intransigente sull'avanzo primario di bilancio e più disponibile su riforme difficili da portare avanti". Il risultato finale è che ci sono "veti su tutto". E questo, afferma ancora la Grecia, rende impossibile raggiungere un compromesso e gli unici responsabili sono i creditori.

Il fatto che interpellati sulla questione, nè l'Ue nè il Fmi abbiano voluto commentare (e non semplici indiscrezioni di stampa, ma la posizione ufficiale di un governo) non fa che alimentare i sospetti di divisioni. La questione sembra aver contribuito non poco alla pesante correzione al ribasso che oggi ha coinvolto tutti i mercati europei, indistintamente azionario e obbligazionario. E che è stata particolarmente dura sulla stessa Grecia, dove la Borsa ha chiuso al meno 3,85 per cento dopo essere arrivata a perdere quasi il 5 per cento nel corso degli scambi. In risalita sopra l'11 oper cento i rendimenti dei bond ellenici a 10 anni, che restano comunque più bassi dei recenti massimi sopra il 13 per cento.

Il vero rischio è sui possibili effetti collaterali di un incidente sulla Grecia, come del resto ha nuovamente fatto capire Moscovici. "Siamo molto attaccati all'integrità della zona euro. Non è semplicemente una zona a cambi fissi: è di più, è una moneta unica concepita per essere irreversibile. Il giorno in cui questa irreversibilità non fosse più garantita, la questione diventerebbe 'chi è il prossimo'".

L'intesa sulla Grecia non sembra avvicinarsi, anche se c'è chi mantiene l'ottimismo, come il francese Michel Sapin che dopo aver incontrato Varoufakis ha affermato che l'Ue ha ancora "la capacità di raggiungere un buon compromesso". Intanto secondo Bloomberg stasera il vicepremier greco Yannis Dragasakis si sta recando a Francoforte per incontrare il presidente della Bce Mario Draghi. E domani il Consiglio direttivo della Bce potrebbe riesaminare il tetto ai finanziamenti di emergenza che lascia aperti a favore delle banche greche. Di fatto l'ultimo canale a disposizione di Atene per reperire liquidità.

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