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pubblicato il 17/feb/2014 19:14

Grandi opere: rapporto, completato solo il 13%, un gap che frena crescita

Grandi opere: rapporto, completato solo il 13%, un gap che frena crescita

(ASCA) - Roma, 17 feb 2014 - Solo il 13% delle grandi opere e' stato completato. Lo rileva l'ottavo rapporto sulla legge obiettivo, realizzato dal Servizio studi della Camera in collaborazione con l'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici e il Cresme. A 12 anni dall'approvazione della legge obiettivo, le opere il cui progetto sia stato approvato dal Cipe restano ferme al 38% del totale del programma, la copertura finanziaria al 44% (sono in ballo ben 163 miliardi di euro), mentre sono in aumento i finanziamenti privati (da 53 a 57 miliardi). Il rapporto evidenzia come negli anni ci siano state modifiche anche sostanziali del programma delle opere: e' stato escluso il Ponte sullo Stretto e sono stati definanziati sia il Mose di Venezia che il Terzo Valico. E invece e' stata inserita la realizzazione di piccoli interventi, come quelli previsti dal programma dei 6mila campanili. Nel programma delle Grandi opere il 95% dei costi (e il 57% delle opere) e' riconducibile alle infrastrutture per il trasporto (strade, ferrovie, metropolitane, porti, aeroporti, interporti). Rispetto al costo dell'intero Programma le opere stradali rappresentano il 48% del totale, pari a circa 178,5 miliardi; le opere ferroviarie rappresentano il 39%, pari a 146 miliardi, e le metropolitane poco piu' del 6% (24,2 miliardi), mentre le opere idriche appena l'1,6 per cento (5,9 miliardi). Un altro 1,5 per cento spetta al Mose (5,5 miliardi) e l'1,4% ai porti (5,1 miliardi). ''Le grandi opere sono indispensabili per recuperare il gap di competitivita' del Paese - dichiara Domenico Pesenti, segretario generale della Filca Cisl - ed il ritardo accumulato nella realizzazione e nel completamento delle opere non ci sorprende, visti i tempi lunghissimi della burocrazia italiana. Ma assieme alla necessita' di velocizzare la cantierizzazione di queste opere e' opportuno aprire anche cantieri medio-piccoli, indispensabili per migliorare la qualita' della vita nei comuni non popolosi. Penso al programma dei 6mila campanili, che ha il merito di mettere in moto l'economia locale di Comuni molto piccoli per opere infrastrutturali di entita' limitata, tra i 500mila euro e il milione. Si tratta di interventi utili alla riqualificazione del territorio ed alla sua messa in sicurezza''. red/rf

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