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pubblicato il 03/set/2014 19:09

##Governo congela stipendi statali anche in 2015, mancano risorse

Def quantifica risparmio in 2,1 mld. Si conferma bonus 80 euro (ASCA) - Roma, 3 set 2014 - Il governo congela anche per il 2015 le retribuzioni del pubblico impiego. Dal 2010, ormai ben 3,3 milioni di lavoratori statali si vedono negare dai diversi governi il rinnovo contrattuale. Una stretta che ha permesso allo Stato di risparmiare complessivamente 11,5 miliardi di euro, con una riduzione del valore del salario reale di quasi 15 punti percentuali (la Cgil stima questa percentuale in una perdita di 4mila euro a lavoratore). Con la proroga del blocco anche per il prossimo anno nella legge di Stabilita', annunciata dal ministro Marianna Madia, secondo quanto indicato dal Def ci sara' un ulteriore risparmio per le casse pubbliche di 2,1 miliardi. Infatti, a politiche invariate il Documento di economia e finanza quantifica in 6 miliardi le risorse necessarie per finanziare spese indifferibili (Cig, missioni internazionali, cinque per mille, scuole paritarie, Anas, Ferrovie, autotrasporto e cosi' via). Dei 6 miliardi 2,1 erano destinati alle restribuzioni pubbliche, ormai al palo dal 2010 (inizialmente con un blocco triennale 2011-2013 e poi la proroga al 2014 con il regolamento del governo Letta). L'esecutivo, secondo quanto ha spiegato il ministro Madia, in una situazione di scarsezza di risorse si e' trovato di fronte a un bivio e ha dovuto compiere una scelta, preferendo confermare gli aiuti (con il bonus da 80 euro) alle fasce piu' deboli, considerando che gli 80 euro sono destinati anche ai lavoratori pubblici. "In questo momento le risorse per sbloccare i contratti non ci sono perche' l'Italia e' ancora in una situazione di difficolta' economica", ha detto Madia, aggiungendo che "l'alleanza prima di tutto e' con chi ha piu' bisogno, quindi confermiamo gli 80 euro che vengono destinati anche ai dipendenti pubblici". Non solo la conferma del bonus, ma allo studio c'e' anche l'allargamento della platea dei beneficiari.

Il Tesoro ha quindi bisogno di recuperare, secondo il Def, fino a 17 miliardi con tagli alla spesa per il prossimo anno (anche se il premier Matteo Renzi ha indicato tagli per 20 miliardi). Sono in vista, quindi, sforbiciate pesanti anche per altri settori e dopo il lavoro tecnico del commissario Carlo Cottarelli e' arrivato adesso il momento delle scelte politiche per Matteo Renzi (la legge di Stabilita' dovra' essere messa a punto entro meta' ottobre e gia' la Nota di aggiornamento al Def di fine mese sara' il primo banco di prova). Ma nonostante le numerose rassicurazioni del governo, era evidente che il pubblico impiego non sarebbe potuto uscirne indenne. E come prevedibile i sindacati sono gia' sul piede di guerra.

Gab

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