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pubblicato il 21/giu/2013 12:00

Google/ Garante privacy: sanno troppo di noi, diano garanzie

Soro a Repubblica:rischiano sanzione milionaria e perdita fiducia

Google/ Garante privacy: sanno troppo di noi, diano garanzie

Roma, 21 giu. (askanews) - "Questa volta andiamo fino in fondo, Google ci deve dare risposte concrete, non evasive. Deve darci garanzie su come difende la privacy degli utenti. Se non lo farà, sei Stati europei, tra cui l'Italia, diranno ai 500 milioni di consumatori dell'Unione che Google non protegge i loro dati personali. Non credo che l'azienda californiana possa permetterselo". Antonello Soro, presidente dell'Autorità garante della privacy da un anno, si è convinto che la battaglia da vincere è quella per la trasparenza dei colossi del web, a cominciare da Google. E lo spiega in una intervista a La Repubblica. Ai manager di Google è stato chiesto innanzitutto "un elenco esaustivo e aggiornato dei prodotti e dei servizi offerti. Abbiamo chiesto - spiega Soro - informazioni su come vengono trattati i dati raccolti, se e come vengono incrociati per profilare gli utenti, le finalità per le quali li utilizzano, i tempi di conservazione dei dati trattati. E anche le misure adottate per garantire l'esercizio dei diritti. Quando un utente cancella il proprio account, i dati che fine fanno? E può scegliere di non essere profilato? Ci aspettiamo risposte precise" anche se fino ad oggi Google ha collaborato poco. "Alle perplessità dei Garanti europei risponde dicendo di rispettare i principi degli ordinamenti, ma di attenersi alla sola normativa americana. Tant'è che non possiamo fare ispezioni sui loro server. Quando ha collaborato per rimuovere dei contenuti, lo ha fatto quasi per 'spirito di cortesia', non perché si sentissero costretti", ha spiegato Soro. Google "possiede dei pezzi interi della nostra vita: sa cosa ci piace, dove andiamo in vacanza, dove ci troviamo, il nostro orientamento politico e i nostri gusti sessuali, cosa cerchiamo in Rete, chi sono i nostri contatti. E con gli account associano al profilo un nome e un cognome, senza che gli utenti ne siano consapevoli. Questo il nostro ordinamento lo vieta. Così come è una violazione non sapere in quali server siano conservati i nostri dati". Una massa di dati, in particolare quella sugli "orientamenti politici dei cittadini" che "fa gola a tutti, naturalmente". Se Google non risponde entro il 30 giugno "apriremo una procedura che potrebbe portare a una sanzione milionaria. I soldi per Google non sono certo un problema, infatti la vera sanzione sarebbe la perdita di fiducia da parte dei consumatori. Una ferita alla privacy significa limitare la libertà di tutti", conclude.

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