domenica 04 dicembre | 22:09
pubblicato il 16/gen/2013 14:04

Gme: online il nuovo numero della newsletter

(ASCA) - Roma, 16 gen - E' on line, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della Newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (GME).

La newsletter apre con un intervento di Emanuele Vendramin del RIE che traccia un bilancio della situazione europea ed italiana alla chiusura del periodo di riferimento del Protocollo di Kyoto. In base ai documenti recentemente pubblicati dall'Agenzia Europea per l'Ambiente, sottolinea Vendramin, ''nel 2011 le emissioni di gas serra nell'EU-15 si sono ridotte del 3,5% rispetto al 2010 con un calo di circa il 14% rispetto ai livelli del 1990, mentre la discesa e' stata meno marcata nell'EU-27 (-2,5% corrispondente ad un -17% rispetto al 1990)''. Cinque Stati membri (Francia, Germania, Grecia, Svezia e Gran Bretagna) raggiungeranno il proprio target esclusivamente tramite le misure domestiche. I rimanenti dieci (tra cui l'Italia) dovranno, invece, ricorrere all'impiego dei meccanismi flessibili. Attualmente, in base ai dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, osserva Vendramin, ''le emissioni italiane nel 2011 si attestano a quota 490,3 Mton, in diminuzione di 11,1 Mton rispetto al 2010 (-2,2%) ed inferiori di 29 Mton (-5%) rispetto ai livelli del 1990''. Per il 2012, anno per il quale i dati non sono ancora disponibili, il RIE stima ''un'ulteriore contrazione delle emissioni fino a quota 472 Mton, in diminuzione di 18,3 Mton rispetto al 2011 (-3,7%) ed inferiori dell'8,6% rispetto ai livelli del 1990''. Per la prima volta, ammette, ''l'Italia si attesterebbe su valori inferiori al target previsto dal Protocollo di Kyoto (483,3 Mton)''. Se venissero confermate le previsioni, il gap emissivo annuo italiano, considerando anche i carbon sinks e il ricorso ai crediti internazionali (AAU, CER, ERU ), risulterebbe compreso, secondo l'analista del RIE, ''tra un valore minimo di 5,5 Mton (nel caso i crediti CER generati ammontino a 2 Mton/anno e nel caso vengano riconosciuti assorbimenti per 16,3 Mton/anno) ed un valore massimo di 15,9 Mton (nel caso i crediti CER generati ammontino a 1,8 Mton/anno e nel caso vengano riconosciuti assorbimenti per 6,1 Mton/anno)''. Da questi dati, per Vendramin, si possono trarre due importanti considerazioni: ''La prima e' che la crisi economica e finanziaria, che ha attanagliato il nostro Paese tra il 2011 ed il 2012, e la contemporanea caduta del carbon market hanno sicuramente giovato alla riduzione delle emissioni e dei costi per la compliance di Kyoto. La seconda - conclude l'esperto del RIE - e' che la strategia mostrata dal governo italiano, che ha rimandato fino all'ultimo la predisposizione di piani di acquisto per i crediti internazionali, scelta che nel 2008 poteva sembrare molto rischiosa poiche' tutti gli analisti erano concordi nel prevedere una crescita dei prezzi della CO2, si sta invece rivelando vincente''.

All'interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all'analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities. La nuova pubblicazione GME riporta, inoltre, come ormai e' consuetudine a gennaio, i dati annuali sulle contrattazioni del mercato elettrico per l'anno 2012.

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