mercoledì 18 gennaio | 19:25
pubblicato il 10/lug/2015 14:48

Gli "Stati generali dell'Italia" per uscire dalla crisi

La proposta di Tivelli e Brauzzi nel libro "Reset Italia"

Gli "Stati generali dell'Italia" per uscire dalla crisi

Roma (askanews) - Convocare gli "Stati generali dell'Italia" con tutte le forze politiche, intellettuali, imprenditoriali, sindacali e del volontariato, per varare un piano quinquennale o decennale (fino al Giubileo ordinario del 2025) di riforme del Paese che punti su meno Stato e più mercato, meno politica nell'economia, per uscire dalla crisi ed evitare una deriva greca: è la proposta del consigliere parlamentare Luigi Tivelli che con l'ambasciatore Giovanni Brauzzi ha scritto il libro "Reset Italia - Dalla grande crisi a un nuovo Rinascimento - Un progetto globale per il Paese". "Le principali cause della crisi - dice Tivelli in questa intervista ad askanews - sono due: dalla metà degli Anni Settanta abbiamo vissuto al di sopra delle nostre risorse, con una prima esplosione del debito pubblico negli Anni Ottanta, un po' come è accaduto alla Grecia, sia pure da noi con una accelerazione minore. Poi c'è stato il degrado delle classi dirigenti: in politica siamo passati da personaggi come Berlinguer, Aldo Moro, Ugo La Malfa e prima De Gasperi ed Einaudi, a una decadenza enorme già con la Seconda Repubblica e oggi, nel tramonto della Seconda Repubblica, il degrado è ancora più forte. La miscela della decadenza non solo delle classi politiche, ma anche delle classi economiche, burocratiche e intellettuali denota un pesante degrado di tutte le elite. Solo che non se ne discute perchè il nostro sembra un Paese autistico". E per quel che riguarda le proposte del Progetto per l'Italia, Tivelli prosegue:"Il primo punto del progetto che proponiamo è meno Stato e più mercato, meno pubblico e più privato. Rafforzare il terzo settore, il volontariato, e spostare sempre più fette di attività dal pubblico al privato, perchè l'Itaslia è soffocata da troppo settore pubblico, troppa burocrazia, troppe imprese municipalizzate, troppa partitocrazia ancora invadente e impicciona, troppi funzionari della partitocrazia infilati nelle imprese locali. A livello centrale, per esempio, abbiamo questa enorme Cassa Depositi e Prestiti pubblica: sembriamo un Paese del socialismo reale. Questo libro l'abbiamo inviato sia a Renzi che a Berlusconi e mi risulta che lo stiano leggendo. Renzi viene accusato di essere un uomo solo al comando: secondo me il suo errore è che non cerca sponde e interlocutori. La Confindustria mi sembra un po' autistica: non parla, se parla lo fa a casaccio, non ha proposte, ed è anche peggio per le organizzazioni sindacali. Invece dovrebbero essere gli attori imprenditoriali e sociali ad assumersi la responsabilità di fare proposte di cambiamento. Per questo proponiamo la convocazione degli Stati generali dell'Italia, perchè la crisi è gravissima. Non siamo ancora alla Grecia, ma la crisi è molto grave".

Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia, Hogan: da Etihad e Abu Dhabi impegno per rilancio
Davos
Padoan da Davos: in Italia stiamo continuando riforme strttturali
Fs
Fs: firmato accordo, acquisisce la società greca Trainose
Valute
Effetto Trump sul dollaro, vicino ai minimi di due mesi con yen
Altre sezioni
Salute e Benessere
"Guarda che bello", quando gli occhi dei bimbi si curano con gioia
Motori
Moto, Ducati e Diesel insieme per una Diavel post-apocalittica
Enogastronomia
Consorzio Valpolicella: in Usa il 10% della produzione di Amarone
Turismo
Da Bookingfax una App per riportare turisti in Agenzia di viaggio
Energia e Ambiente
Leader mondiali dell'industria danno vita all'Hydrogen Council
Moda
Moda, dopo Milano Brandamour apre uno show room anche a New York
Scienza e Innovazione
"L'Ara com'era", il racconto dell'Ara Pacis diventa più immersivo
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Gb, arrivato a Londra primo treno merci proveniente dalla Cina