martedì 06 dicembre | 04:07
pubblicato il 20/mag/2013 15:02

Gioco: Felici (Agimeg), eliminando le sale spazio libero a illegalita'

(ASCA) - Roma, 20 mag - ''Giustissimo prestare la massima attenzione a chi e' affetto da ludopatia. Ma il problema non si risolve di certo sradicando slot od incendiano cataste di gratta e vinci. Per ogni slot legale buttata a mare ne nascerebbe una illegale, facendo ritornare il gioco alla preistoria, dove la regola era nessuna regola''. Il direttore di Agimeg, Fabio Felici risponde cosi' alle critiche rivolte verso il settore del gioco e, in un editoriale pubblicato sul sito dell'Agenzia sul mercato del gioco, spiega che eliminando le sale da gioco ''la ludopatia non scomparirebbe, anzi questo provocherebbe una sorta di aviaria da slot con alto rischio di contaminazione visto l'assenza di trasparenza e di controllo come avviene oggi''.

Riferendosi al servizio delle Iene contro le sale gioco e alle recenti critiche al settore da parte dello scrittore, Roberto Saviano, Felici spiega che ''il problema sta nell'educazione dell'individuo, nella sua percezione dei valori. Queste persone, se non ci fosse l'offerta di gioco, probabilmente sarebbero affetti da altre 'patie'. Il problema non e' il gioco, ma di come lo si affronta e quindi la soluzione ve cercata nel rovescio della medaglia''. Tra l'altro - aggiunge il direttore di Agimeg - ''chi offre gioco, come i ricevitori od i gestori delle sale, sono la prima linea per la vaccinazione della nuova malattia da gioco come dimostrato dai recenti fatti di cronaca. Da Mentana a Saviano, passando per i sindaci di Milano e Napoli, sono tanti i personaggio che si sono lanciati nella crociata contro il gioco. Ma qui non c'e' nessuna Terra Santa da riconquistare, c'e' solo da fare informazione corretta, da capire cosa era, cos'e' e come potrebbe essere il settore del gioco''. Felici ritorna poi sull'importanza del gioco legale.

''Senza lo Stato - spiega - oggi il gioco porterebbe a Mafia, Camorra e affini risorse senza fine, come accadeva pochi anni fa. Lo Stato e' l'unica arma che abbiamo per combattere la battaglia contro la criminalita', e' il nostro castello dal quale rovesciare olio bollente su malviventi che vogliono derubarci. Se crolla il castello e' la fine''. red/glr

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