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pubblicato il 26/lug/2016 18:38

Giocare meno ma meglio, Acadi: Libro Bianco dei Giochi Pubblici

La Legge di Stabilità prevede una riduzione dell'offerta

Giocare meno ma meglio, Acadi: Libro Bianco dei Giochi Pubblici

Roma, (askanews) - Il gioco, fonte di reddito anche per lo Stato che ha però bisogno di regole; Acadi ha presentato il Libro Bianco dei Giochi Pubblici, analisi dell'andamento del mercato, per il contrasto al gioco illegale e ai rischi connessi. Come limitare il gioco d'azzardo patologico, come proteggere i minori; l'associazione concessionari degli apparecchi da intrattenimento si è mobilitata per collaborare.

Guglielmo Angelozzi è il presidente di Acadi: "Abbiamo cercato di mettere insieme il meglio delle competenze sul mercato per offrire un punto di vista e degli spunti di riflessione ai decisori in una fase in cui ogni contributo al dibattito può essere utile e spero apprezzato".

La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto una vasta riorganizzazione del settore dei giochi compresa una riduzione del 30% dell'offerta. Riorganizzazione non deve però significare proibizione", sottolinea Acadi, "fermo restando il contrasto al gioco illegale".

Il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, indica la via nella messa in sicurezza di certe aree delicate: "Scuole, palestre, molti altri posti; bisogna con gli enti locali trovare un punto di equilibrio fra il rispetto della regolamentazione e la possibilità che i punti gioco si sviluppino e ci siano nel territorio. Complessivamente pensiamo di ridurre l'offerta di gioco: mi sembra che ce ne è troppa".

Il settore dei giochi conta circa 150mila imprese con un numero di addetti superiore a 200mila. La raccolta è passata dai 61,4 miliardi del 2010 agli 87,7 miliardi del 2015, con un tasso annuo di crescita del 7,4%. Nello stesso periodo l'erario ha incassato introiti per 56,2 miliardi, una media annua di 8,8 miliardi.

Angelozzi però tiene a smentire lo stereotipo del giocatore disperato travolto dalla crisi economica: "Quello che abbiamo letto su alcuni organi di informazione secondo cui il gioco è anticiclico, cioé che si gioca di più in periodi di crisi, è assolutamente falso.Tutti i dati oggettivi - spiega - dimostrano come il gioco segua l'andamento del reddito disponibile; tutte le evidenze econometriche sono in questa direzione qui".

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