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pubblicato il 14/ott/2013 12:00

Germania tenta insabbiare obiettivi Ue riduzione emissioni auto

Altolà dell'Italia, ma si riaprirà accordo con Europarlamento

Germania tenta insabbiare obiettivi Ue riduzione emissioni auto

Lussemburgo, 14 ott. (askanews) - Il governo tedesco ha tentato, per ora con parziale successo, di "insabbiare" l'attuazione del regolamento europeo del 2009 che prevede la riduzione per fasi delle emissioni di CO2 dalle auto nuove vendute nell'Ue, e in particolare l'obiettivo di limitarle a 95 grammi per chilometro entro il 2020, dopo la riduzione a 130g/Km da, realizzare entro il 2015. Durante il Consiglio Ambiente svoltosi oggi a Lussemburgo, la Germania ha ottenuto una sia pur limitata riapertura dell'accordo informale già raggiunto a giugno fra la presidenza di turno dell'Ue, la Commissione e il Parlamento europeo, che aveva confermato l'obiettivo del 2020. Berlino stava esercitando forti pressioni sottobanco su tutti i paesi che hanno fabbriche di auto tedesche (Spagna, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia, e Portogallo) perché accettino di posporre di quattro anni l'obbligo per i costruttori d'auto di rispettare i nuovi limiti alle emissioni. L'Italia, con il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, ha chiesto e ottenuto che la discussione venisse "riportata nel suo ambito istituzionale", il Consiglio Ambiente dell'Ue, e svolta "con trasparenza, in modo che ogni paese si assuma le sue responsabilità", come ha spiegato lo stesso ministro stasera alla stampa. "Non è solo una questione di contenuti, ma anche di rispetto delle procedure istituzionali", ha rilevato. Denunciando, con un riferimento trasparente a Berlino, "l'atteggiamento dilatorio di certi paesi importanti" Orlando ha poi sottolineato che l'accordo "ambizioso" di giugno va rispettato, che bisogna essere coerenti con gli altri impegni riconfermati stamattina dai paesi Ue, Germania in testa, per la riduzione generale delle emissioni di gas a effetto serra ("l'ambizione non si puocambiare dalla mattina al pomeriggio", ha osservato), e che "bisogna dare certezze ai costruttori d'auto". Durante il dibattito numerosi paesi si sono uniti alla posizione italiana, ma non gli altri due maggiori, Regno Unito e Francia, che hanno rispettivamente sostenuto ed espresso "comprensione" per la posizione tedesca. Alla fine, il Consiglio Ambiente ha dato mandato alla presidenza di turno lituana di esplorare con l'Europarlamento possibili "modifiche limitate", ovvero margini di flessibilità che tuttavia "non dovranno discostarsi troppo dall'accordo già raggiunto a giugno", secondo quanto ha spiegato la stessa presidenza; anche perché tutti i ministri hanno confermato la volontà di chiudere l'accordo nella fase di prima lettura, e lo stesso ministro tedesco ha accettato che il nuvo negoziato duri "settimane, non mesi". La commissaria Ue all'ambiente, Connie Hedegard, da parte sua ha chiuso la porta a un rinvio della scadenza del 2020. "Non penso - ha puntualizzato - che un'applicazione graduale in quattro anni dell'obiettivo di riduzione delle emissioni possa essere una 'modifica limitata'" rispetto all'obbligo di conseguirlo alla data fissata.

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