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pubblicato il 14/gen/2013 17:49

Generali: la rivoluzione Greco. Piu' disciplina su investimenti e debito

+++Nel 2015 un Roe al 13% e taglio costi per 600 milioni.

'''I nostri target non sono prudenti ma ragionevoli'' e '''il nostro mestiere non e' fare gli azionisti strategici''+++.

(ASCA) - Londra, 14 gen - ''Stiamo lavorando per creare una societa' piu' forte. La strategia punta a trasformare le Generali in un gruppo globale in grado di competere sui mercati internazionali''. Il group ceo del colosso triestino, Mario Greco, presenta alla City un nuovo tassello della rivoluzione culturale nella gestione della compagnia. La nuova filosofia e' una forte attenzione alla disciplina sugli investimenti e sulla solidita' patrimoniale per migliorare il ritorno agli azionisti mentre sull'attivita' il focus e' sul business assicurativo e la presenza geografica con un aumento del peso del business danni.

Il nuovo corso iniziato ad agosto con l'arrivo di Greco a Trieste segna oggi un'altra tappa con l'annuncio di alcuni target finanziari al 2015. Aumentare l'indice di Solvency 1 al 160%, un cash flow superiore a 2 miliardi e un Roe al 13% con un risultato operativo di 5 miliardi di euro a regime, mentre sul fronte dei costi Generali conta di realizzare risparmi per 600 milioni ma senza riduzione di personale.

La Borsa accoglie con freddezza la strategic review. Il titolo Generali perde il 3% ma nell'ultimo mese ha sovraperformato gli indici con un progresso del 20% e del 46% dall'insediamento del nuovo group ceo. Greco non sembra pero' preoccupato. ''Lavoriamo per una societa' piu' forte e non guardiamo alle variazioni di un giorno''. Se oggi ci sono poche novita' in termini di annunci e' anche perche' '''in meno di sei mesi abbiamo gia' risolto alcune delle carenze che avevo indicato'' come la governance e l'organizzazione che proprio oggi vede il completamento del group management committee con le nomine di Nikhil Srinivasan e Carsten Schildknechet. E solo pochi giorni fa l'annuncio dell'acquisto della jv con PPF. Alla platea di analisti e investitori Greco ricorda il tema dell'organizzazione della compagnia. Generali deve migliorare il profilo patrimoniale e la capacita' di creare capitale ma ''il vero tallone d'Achille'' della compagnia era rappresentato da ''una governance opaca, dalla carenza di trasparenza nei processi decisionali e da priorita' strategiche complicate e talvolta anche in conflitto'' ha sottolineato il group ceo indicando che la filosofia delle nuove Generali e' una ''rivoluzione in disciplina, semplicita' e focus per migliorare il ritorno agli azionisti''.

Greco ha ricordato che dal suo arrivo alla guida delle Generali, l'attenzione e' stata posta sulla definizione di una nuova organizzazione e un nuovo team per operare in un contesto di maggiore coesione. Greco ha sintetizzato che dopo i cambiamenti apportati alla struttura ''le decisioni saranno prese sulla base di analisi rigorose e dettagliate''.

Poi il ritorno al presente. Greco non condivide il giudizio di alcuni analisti che gli obiettivi annunciati oggi non siano ambiziosi. ''Non sono target prudenti - ha detto - sono seri e ragionevoli. Il Roe al 13% nel 2015 e' una sfida fondamentale per Generali''. L'obiettivo e' ristabilire una solida posizione patrimoniale e di cash flow e un approccio disciplinato negli investimenti. Dal cda un sostegno pieno.

''Il 4 dicembre la strategia e' stata approvata dal board all'unanimita''' ha indicato Greco. Nell'incontro con i giornalisti e nelle domande degli analisti cessioni e portafoglio partecipazioni sono stati tra i principali temi.

Sul fronte delle dismissioni Greco ha indicato che entro il 2015 Generali potra' incassare un beneficio di 4 miliardi di euro comprendendo la vendita di BSI e e degli asset USA. ''Ma non indicheremo una lista di asset da vendere - ha detto piu' volte - perche' ci vincolerebbe.

Vogliamo vendere quado la valutazione e' buona''. Poi il tema partecipazioni. ''Non e' il nostro mestiere fare gli azionisti strategici o speculare sui mercati finanziari. Il nostro mestiere e' gestire prudentemente gli investimenti'' ha detto Greco ricordando che il cda delle Generali nel febbraio di due anni delibero' che la compagnia non aveva partecipazioni strategiche. ''Penso sia una delibera corretta'' ha aggiunto precisando pero' che sarebbe una conseguenza ''scorretta'' ipotizzare che le partecipazioni sono destinate ad essere vendute.

''Valorizzeremo tutti i nostri asset, uno per uno. Il portafoglio investimenti di Generali e' molto prudente e molto tradizionale'' ha rilevato Greco. ''Non siamo in disaccordo sulla allocazione complessiva''. Inevitabili pero' alcuni riferimenti a partecipazioni come Telco, Pirelli e Rcs dove Generali e' nei patti di sindacato. ''Per noi ci sono asset e asset che valutiamo uno ad uno e non ci sono patti e patti ma titoli che ci fanno stare molto tranquilli e altri meno''. Cosi' su Pirelli '''siamo disponibili a restare se la durata del patto sara' ridotta a un anno.

Valutiamo Pirelli in modo positivo - ha detto - e' una societa' con prospettive interessanti''. Sull'aumento di capitale Rcs ''non ho notizie al riguardo. Parteciperemo se le condizioni saranno interessanti per le Generali''.

Sull'eventuale uscita da Rcs, Greco ripete qual e' la nuova filosofia. '''Per ogni partecipazione decideremo caso per caso e su Rcs oggi siamo vincolati a un patto di sindacato''.

Un riferimento anche all'aumento di capitale. ''E' un'opportunita' che esiste - ha detto - e' bene che si utilizzi una volta e poi per qualche anno non si puo' piu'''.

Greco insiste che '''quella che abbiamo presentato e' la strategia migliore. Generali sono uno dei pochi gruppi italiani che possono crescere nel mondo''.

did/mau/rl

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