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pubblicato il 15/set/2011 13:19

Gelo sull'economia italiana: Csc e Bce tagliano stime crescita

Confindustria: Pil +0,7% in 2011 +0,2 in 2012. Bce eurozona

Gelo sull'economia italiana: Csc e Bce tagliano stime crescita

Roma, 15 set. (askanews) - Arriva la gelata sull'economia europea e quella italiana in particolare. Il Pil italiano si attesterà allo 0,7% nel 2011 per poi crollare al +0,2% nel 2012. Sull'anno prossimo, infatti, "incidono gli effetti di tre manovre per complessivi 38,4 miliardi". A prevederlo è il Centro Studi di Confindustria che ha rivisto in peggio le stime precedentemente diffuse. A giugno, infatti, il Csc aveva previsto una crescita dello 0,9% quest'anno e dell'1,1% nel 2012. Ma "il cambiamento del quadro internazionale e di quello interno hanno portato il Csc - spiega il direttore Luca Paolazzi - a rivedere in peggio le previsioni". Da parte sua la Bce ha tagliato le stime di crescita economica dell'area euro per il 2011 e il 2012: l'incremento del Pil di Eurolandia dovrebbe attestarsi tra l'1,4 e l'1,8% quest'anno e tra lo 0,4 e il 2,2% il prossimo a fronte di una "forchetta" che nelle stime di giugno scorso era compresa tra l'1,5 e il 2,3% nel 2011 e tra lo 0,6 e il 2,8% nel 2012. Per quanto riguarda ancora l'Italia, il Csc prevede un ulteriore peggioramento delle dinamiche di consumo e risparmio delle famiglie italiane. I consumi nel 2011 risultano pari allo 0,7% e nel 2011 scendono allo 0,1%. Secondo il Centro Studi di Confindustria, tale andamento porterà le famiglie ad "abbassare ulteriormente la già notevolmente intaccata capacità di risparmio" giacchè il reddito disponibile peggiora in termini reali: -0,8% nel 2011 e -1,1% nel 2012. Brutte notizie anche dal fronte del lavoro. Il 2012 si chiuderà con 729mila unità di lavoro in meno rispetto al 2007. Il tasso di disoccupazione si attesterà all'8,2% nel 2011 e all'8,3% nel 2012. E mentre l'inflazione mostrerà qualche segnale di raffreddamento scendendo dal 2,7% al 2% l'anno prossimo, la pressione fiscale raggiungerà un record nel 2012 per effetto della manovra bis. Quest'anno la pressione fiscale ferma al 42,8%, l'anno prossimo salirà al 44,1%, oltre il massimo storico del 43,7% toccato nel 1997 per l'entrata nell'euro.

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