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pubblicato il 03/dic/2015 17:55

Fs, Mazzoncini frena su quotazione. La faremo quando pronti

Non chiamatela privatizzazione. Rfi deve rimanere nel gruppo

Fs, Mazzoncini frena su quotazione. La faremo quando pronti

Roma, 3 dic. (askanews) - "Il termine del 2016 non è perentorio. Faremo la quotazione quando saremo pronti". Chi pensava che i nuovi vertici del gruppo Fs avessero come obiettivo quello di accelerare sul processo di quotazione del gruppo dovrà ricredersi. Il nuovo amministratore delegato e direttore generale, Renato Mazzoncini, si è presentato alla stampa sfoggiando uno stile informale (in completo grigio senza cravatta) per "chiarire alcune inesattezze apparse in questi giorni sui giornali".

Innanzitutto, ha subito esordito, "il termine privatizzazione non mi piace. Da ora in poi mi piacerebbe che si parlasse solo di quotazione. Il fatto che una quota del gruppo possa essere destinata a un azionariato diffuso è ben diverso dalla privatizzazione, che potrebbe significare l'ingresso di altri gruppi, cosa che non accadrà".

E poi la vera bomba: "non c'è un obbligo perentorio di completare la quotazione nel 2016. La quotazione non può essere il nostro fine, non è il fine del nostro mandato, ma è il mezzo per rendere più robusta la nostra azienda". E ha scanso di equivoci ha subito chiarito che questa "è una opinione condivisa dall'azionista" e quindi dal Tesoro.

"Il Dpcm del Governo (che avvia il processo di quotazione ndr.) fornisce uno strumento prezioso - ha poi aggiunto Mazzoncini - ma che va usato con grande attenzione. Per poter fare un'operazione di successo dobbiamo salire ancora un pò di gradini, un pò dobbiamo salirli noi, un pò il Governo, con un quadro regolatorio stabile. Non c'è una data per la quotazione non sarebbe giusto darla, perché altrimenti vorrebbe dire che siamo già pronti. Non siamo in questa fase, dobbiamo mettere mano al piano industriale".

Intanto, il nuovo Cda dovrà focalizzarsi sul rimettere mano al piano industriale che, secondo il nuovo ad del gruppo dovrà facolizzarsi sulle due criticità dell'azienda: il trasporto pendolari e quello merci. "Dobbiamo esportare la cultura delle Frecce nel trasporto regionale e merci - ha detto Mazzoncini -. Le Frecce hanno prodotto un cambiamento nell'immagine straordinario e dobbiamo lavorare nel trasporto pubblico locale per produrre lo stesso tipo di cambiamento. L'altra sfida è il trasporto merci, dove abbiamo perso continuamente quote di mercato a vantaggio del trasporto su gomma".

"Sul Tpl - ha aggiunto - abbiamo una quota di mercato sul ferro quasi assoluta ed è quindi difficile pensare che la competizione possa portarci a un ulteriore aumento, mentre abbiamo uno straordinario polmone nel trasporto metropolitano, con un volume di fatturato quasi due volte quello del ferro, attualmente del 7%. E' perciò abbastanza facile immaginare una crescita della quota di mercato sul tpl su gomma".

E proprio sul trasporto pubblico locale, le Fs puntano per espandersi. In particolare su quello su gomma, visto che sul ferro hanno la quasi totalità del mercato. Prede interessanti diventano le municipalizzate di Roma e Milano, ovvero Atac e Atm. "Roma e Milano sono le due cose più interessanti - ha spiegato Mazzoncini -. Insieme fanno tutto il fatturato di Trenitalia nel regionale nazionale. Mi interessano sicuramente. Investiremo nelle città metropolitane, non possiamo non guardarle con interesse".

Intanto stamattina, i sindacati hanno ribadito al ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Graziano Delrio, di essere del tutto contrari alla privatizzazione del gruppo e che Rfi non deve essere scorporata. Del resto, lo stesso ministro sembra aver dato la priorità al piano industriale rispetto alla quotazione. "La privatizzazione - ha detto Delrio - è un mezzo, non è un fine. Il fine è migliorare i servizi ai passeggeri. Ci sono ancora grandi passi da fare sul tema del trasporto regionale e sul trasporto merci. La privatizzazione servirà solo a sostenere un piano industriale che metta al centro queste questioni".

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