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pubblicato il 08/feb/2016 19:12

Francia, a processo l'ex ministro trapiantatore di capelli Cahuzac

Accusato di evasione e riciclaggio per conto in Svizzera

Francia, a processo l'ex ministro trapiantatore di capelli Cahuzac

Roma, 8 feb. (askanews) - Dopo quasi tre anni dalla deflagrazione dello scandalo, che lo costrinse alle dimissioni nel maggio 2013, è iniziato a Parigi il processo per evasione e riciclaggio a carico dell'ex ministro del bilancio Jerome de Cahuzac. Uno dei casi più eclatanti dei cinque anni di presidenza Hollande. Ritenuto in precedenza un astro nascente della sinistra francese, con un "pedigree" che poteva annoverare l'esser figlio di partigiani della resistenza, l'ex protagonista del risanamento dei conti transalpini e fautore dell'inasprimento delle pene contro l'evasione - cosa su cui oggi la Procura ha calcato la mano - si ritrova ora sul banco degli impuntati.

Il processo tuttavia rischia di subire una immediata battuta d'arresto a seguito delle pregiudiziali di costituzionalità sollevate dal difensore dell'ex ministro e da quelli della sua ex moglie, Patricia Ménard che - particolare che aggiunge interesse del pubblico per una vicenda sotto tutti i riflettori - è a sua volta accusata di evasione per un ammontare quadruplo di quello dell'ex coniuge. 2,5 milioni di euro per lei e 687 mila euro per lui. Hanno divorziato lo scorso anno.

Dopo aver percorso con lo sguardo fisso davanti a sé le scale che conducevano all'aula, in cui a tratti si è dovuto fare largo spintonando con le mani telecamere e macchine fotografiche, l'ex ministro si è presentato ai giudici qualificandosi come "attualmente pensionato".

Lo scandalo era esploso nel 2012, quando il portale Médiapart aveva rivelato l'esistenza di un contro segreto in Svizzera a suo nome. Cahuzac sulle prime negò, per poi ammettere poco tempo dopo e infine dimettersi, su pressioni del resto del governo e di Hollande. Sui conti bancari suo e della moglie, sconosciuti al fisco francese, erano stati fatti confluire i proventi della florida attività di implantologia di capelli che l'ex ministro, in precedenza chirurgo, e la sua ex moglie conducevano con successo.

I suoi avvocati hanno contestato il fatto che ha già aderito ad una sanatoria "maggiorata all'80 per cento", che la questione è già chiusa di fatto e di diritto che che questo "accumulo" di procedure a suo carico rappresenta una "irregolarità contraria alla convezione europea dei diritti dell'uomo".

Il procuratore Jean-Marc Toublanc ha replicato per le rime. "Quando era ministro ha fatto votare una legge per inasprire le sanzioni contro l'evasione. E oggi a lui non si dovrebbe applicare?". Argomentazioni che magari fanno presa sul pubblico, ma resta da vedere quanto riusciranno a ad averne sui giudici.

Ove il tribunale accogliesse le pregiudiziali presentate, il processo potrebbe slittare di diversi mesi, se non naufragare del tutto. Perché esiste un precedente non molto lontano nel tempo, sul gruppo aerospaziale Eads, in cui la Corte costituzionale francese ha chiuso la vicenda rilevando che era stata già regolata in sede di giurisdizione amministrativa.

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