mercoledì 22 febbraio | 19:02
pubblicato il 25/gen/2013 16:15

Fondazioni: Guzzetti, no a modifiche della legge Ciampi

(ASCA) - Torino, 25 gen - Giu' le mani dalle fondazioni. Lo ha ribadito con forza, nel pieno della crisi Mps, Giuseppe Guzzetti, presidente Acri, l'associazione delle fondazioni di origine bancaria, oggi a Torino per l'illustrazione del bilancio 2012 della Compagnia di San Paolo.

Secondo Guzzetti un intervento legislativo sarebbe nocivo o ininfluente, mentre il sistema ha dimostrato di saper intervenire in autonomia. ''Siamo contrari a che il parlamento rimetta mano alla legge Ciampi - ha detto Guzzetti -, perche' delle due l'una: o si vogliono toccare alcuni punti decisivi sul perche' della nostra natura e della nostra costituzione, oppure sono questioni di carattere marginale''.

''Noi - spiegato Guzzetti - prima del legislatore ci siamo fatti carico della carta delle fondazioni perche' noi stessi abbiamo ritenuto che dopo venti anni fosse necessario fare anche una riflessione. Guarda caso - ha aggiunto -, uno dei punti trattati e' proprio il rapporto tra i partiti, la parte pubblica e le nostre fondazioni - ha detto in riferimento al periodo 'sabbatico' necessario nel passaggio tra il ruolo politico e gli incarichi nelle fondazioni -: non si puo' passare dalla politica immediatamente alle fondazioni, non si puo' essere immediatamente ristorati in qualche modo dalla perdita di una funzione pubblica attraverso il passaggio in fondazione. L'abbiamo scritto, abbiamo ripetuto che questo riguarda talvolta anche poteri economici, che vogliono mettere le mani sulle fondazioni, ma se vogliamo l'autonomia, dobbiamo rispettarla''.

I punti fondamentali, vale a dire la gestione del patrimonio e l'attivita' di carattere erogativo, ha sottolineato Guzzetti ''sono stati ben definiti'' dalla legge Ciampi e dalla sentenza 300 della Corte costituzionale, ''e li riteniamo tuttora validi''. Il rischio sempre incombente, ha fatto intendere Guzzetti, e' che le fondazioni possano diventare uno strumento 'improprio' per abbattere il debito pubblico. ''Ecco perche' - ha detto - su questa polemica del rimettere mano sul piano legislativo alle fondazioni sotto la definizione del tagliando che poi non mi piace molto perche' il tagliando si fa alle macchine e non a corpi vitali come sono le fondazioni, bisogna essere molto chiari, per evitare che ritorniamo alla situazione del 2002''. Ma quello della riduzione del debito, si e' domandato Guzzetti, e' compito delle fondazioni ''o alla riduzione del debito deve concorrere qualcun altro?''. Le Fondazioni hanno natura privata, ha ribadito il presidente Acri: ''Si vuole mantenere la natura privata delle fondazioni o si vuole portar via la storia delle nostre casse, banche di riferimento che erano enti privati come la Compagnia Sanpaolo?''. La parte pubblica, ha sottolineato Guzzetti, ''non ha mai messo una lira o un euro o un tallero'' e la Corte Costituzionale ''ha detto che siamo privati in ragione di questa politica, non di una definizione giuridica che ci ha attribuito la natura privata''. eg/sam/

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