mercoledì 22 febbraio | 02:59
pubblicato il 18/ago/2014 20:20

Fondazione Mps: per Clarich tre nodi da sciogliere in fretta (punto)

ASCA) - Siena, 18 ago 2014 - Prima uscita pubblica del neo presidente della Fondazione Mps Marcello Clarich, giurista e professore di diritto amministrativo alla'Universita' Luiss di Roma. Il nuovo numero uno di Palazzo Sansedoni, nell'odierna conferenza stampa, ha subito espresso ''grande riconoscimento'' per il lavoro fatto da Antonella Mansi, che lo ha preceduto alla guida dell'ente senese riuscendo a scongiurarne l'estinzione. Certo l'epoca Clarich, al pari di quella, molto piu' problematica, vissuta sotto il segno della Mansi, racconta di una Fondazione in miniatura con 700 milioni di patrimonio netto contabile, nel 2007 disponeva invece di circa 12 miliardi. Crollata anche la capacita' erogativa che aveva toccato punte annue superiori ai 200 milioni. Quest'anno pero' con il bilancio 2013 tornato in nero, dopo tre esercizi in perdita, l'ente senese riprendera' le erogazioni, si tratta di appena 6,5 milioni. In precedenza solo sul Comune di Siena piovevano una trentina di milioni all'anno. Non potrebbe essere altrimenti, ''l'obiettivo principale e' mantenere nel tempo il valore del patrimonio e se il tesoretto si e' ridotto, questa e' una ragione in piu' per essere selettivi'' nell'attivita' erogativa, ha sottolineato Clarich. Del Monte dei Paschi e' rimasto il 2,5%, una quota sindacata in un Patto, insieme a Fintech e Btg Pactual , che raccoglie il 9% del capitale del Monte. Un alleanza finalizzata a far sentire la propria voce al momento del rinnovo del Cda della banca (aprile 2015), se la lista del Patto dovesse risultare la piu' votata, ad essa spettera' la scelta del Presidente e dell'Ammininistratore delegato. E la relazione tra i Pattisti e' il primo nodo da sciogliere. Lo scorso 31 luglio, lo ha rivelato lo stesso Clarich, gli altri due compagni di viaggio della Fondazione, cioe' Btg Pactual e Fintech, hanno preso carta e penna lamentandosi della mancata nomina dei loro rappresentati nel Cda della Banca. A fargli posto devono essere due dei 4 consiglieri nominati, nell'aprile 2012, nella lista della Fondazione, si tratta di Paola Demartini, Angelo Dringoli, Marina Rubini e Marco Turchi. ''Noi - ha spiegato Clarich, - abbiamo ricevuto a ridosso del 31 luglio una lettera piuttosto perentoria in cui chiedono con un po' di insistenza di questa cosa e manifestano delusione profonda, Capisco la posizione non facile dei quattro componenti del CdA, anch'io sarei a disagio ma un passo indietro dimostrerebbe la volonta' di curare l'interesse generale. Del resto ''se vogliamo rinnovare ed estendere il Patto bisogna rispettare quello gia' firmato''. Di questo e di altro Clarich ha gia' parlato anche direttamente con i vertici dei due fondi in occasione del Palio del 16 agosto.

''L'obiettivo e' risolvere il problema al primo CdA della banca'' a settembre, ha precisato il presidente. Il secondo nodo riguarda la Sansedoni Spa, societa' immobiliare posseduta al 67% dalla Fondazione. Aveva iniziato l'avventura nel mercato del mattone nel lontano 2000 forte di un patrimonio immobiliare di 200 milioni ( a valore di libro) e zero debiti). Oggi e' vicina alle procedure pre-concorsuali per le aziende in crisi. ''C'e' una negoziazione con le banche creditrici. Si tratta di una situazione complessa che affronteremo entro settembre'', ha spiegato Enrico Granata, direttore generale della Fondazione Mps. Proprio lo scorso 30 giugno e' scaduta la moratoria concessa dal Monte dei Paschi alla Sansedoni su debiti complessivi di 215 milioni distribuiti tra la capogruppo e una sua controllata. La Sansedoni viaggia in rosso da 2 anni, -18 milioni nel 2011, -40 milioni nel 2012. Per il 2013, bilancio non ancora approvato, probabile una chiusura nuovamente sottozero, solo le perdite latenti viaggiano a quota 77 milioni. Anche qui non mancano imbarazzanti questioni di poltrone e relative remunerazioni. La Deputazione Generale della Fondazione ha avviato nei confronti dei membri delle Deputazioni amministratrici della stessa Fondazione, in carica nel 2008 e nel 2011, due azioni di responsabilita'.

Tra i paradossi del caso, alcuni dei soggetti chiamati in causa siedono anche negli organi di governance della controllata Sansedoni Spa. E proprio sulle azioni di responsabilita', che interessano anche una pattuglia di banche, il numero uno di Palazzo Sansedoni ha ricordato come si tratti di una strada con ''tempi lunghi'', ma sarebbe '''da irresponsabili ritirarle, potrebbero rappresentare una opportunita' per rimpinguare il patrimonio'' della stessa Fondazione.

Il terzo nodo riguarda lo stesso Presidente, che comunque non si e' smarcato affrontando la questione a viso aperto. Si tratta degli altri suoi incarichi che potrebbero sollevare questioni di conflitto di interesse. Nel Credito Sportivo, in cui anche Mps e' azionista con una partecipazione appena superiore al 2%, Clarich svolge il ruolo di commissario straordinario da due anni e mezzo, '''sono pronto anche a dimettermi, peraltro sono in arrivo anche le nuove nomine.

Domani andro' in Banca d'Italia a verificare eventuali posizioni di conflitto d'interesse che possano derivare da altri miei incarichi , in particolare mi riferisco al mio ruolo di commissario nella Banca di Loreto''.

Meno urgenti le altre questioni sul tavolo. Per quanto riguarda gli oltre 400 milioni di risorse liquide rivenienti dalla vendita del 31% delle azioni di Mps,'''sono investiti in depositi a medio termine. Definiremo poi le strategie di asset allocation con operatori specializzati ma vanno anche considerate soluzioni intermedie che possano prevedere una gestione di parte degli investimenti in-house. Guarderemo poi al percorso intrapreso dalle altre fondazioni'', ha detto il Dg Granata. Il Presidente ha poi aggiunto che ''il patrimonio deve essere investito bene, produrre un reddito sicuro, senza operazioni speculative''. Sul rinnovo del Cda della Banca in programma nella prossima primavera, per quanto riguarda le figure apicali, in questo momento Alessandro Profumo come Presidente e Fabrizio Viola, come Amministratore delegato, Clarich ha spiegato che''l' ''attenzione sul management attuale e prospettico e' al massimo livello, non mi chiedete nomi, ma e' un tema.''.

Quando verra' il momento sara' necessario ''valutare la disponibilita' degli attuali presidente e dg che non e' scontato abbiano voglia di proseguire o che non abbiano alternative. Se sono disponibili bisognera' valutare percorso fatto e prospettiva. Altrimenti andremo sul mercato a cercare delle figure professionali''.

Dunque, ha concluso ''c'e' il fattore della disponibilita' e quello delle esigenze non espresse in modo definito dei due fondi ai quali siamo legati nel patto di sindacato che comunque non ha la maggioranza assoluta ma il 9%. Se arriviamo in assemblea con nomi non adeguati possono anche non essere eletti''. Molto schietto sugli oneri del suo ruolo a Siena, in fondo Clarich guida una delle poche istituzioni cittadine senza debiti, riesce a fare utili e dispone di un patrimonio non disprezzabile. Una sorta di Cancelliere dello Scacchiere in salsa Repubblica di Siena. Dunque pressioni ed appetiti non mancheranno.

''Ne sono sicuro e' ovvio'', ha chiosato restando in sintonia con quanto detto all'avvio dell'incontro con la stampa ''non ho avuto e non ho rapporti organici e stretti con partiti o organizzazioni a cui devo qualcosa e a cui devo rendere conto''. Una bella scommessa.

afe-men

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