martedì 24 gennaio | 18:25
pubblicato il 07/ott/2014 18:48

Fmi taglia stime crescita globale, Italia maglia nera del G7

Crescita mediocre e futuro nebuloso intaccano fiducia

Fmi taglia stime crescita globale, Italia maglia nera del G7

Roma, 7 ott. (askanews) - Il Fondo monetario ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita economica globale, mentre su area euro e ancor più sull'Italia la riduzione delle stime è stata anche più consistente. Nel suo World Economic Outlook, l'istituzione definisce "mediocre" la congiuntura attuale. Il capo economista Olivier Blanchard ha puntato il dito sul clima di incertezza che fa presagire un futuro "nebuloso", finendo per intaccare sia la fiducia generale sia la stessa attività economica attuale. Un quadro di ripresa a tinte fosche quindi, in cui Eurolandia certo non brilla.

Il Fmi prevede una crescita globale del 3,3 per cento quest'anno e del 3,8 per cento nel 2015. Stime rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti più basse rispetto a quelle del luglio scorso. Nell'area euro è atteso un mesto più 0,8 per cento nel 2014 e un più 1,3 per cento nel 2015, rispettivamente 0,3 e 0,2 punti in meno. Sull'Italia il Fmi ora prevede una recessione dello 0,2 per cento nel 2014 - unico caso di contrazione tra i paesi del G7 - mentre nel 2015 la ripresa si limiterà ad un più 0,8 per cento. Dati, questi ultimi, di 0,5 e 0,3 punti percentuali più bassi rispetto a luglio. Tagli ancora più pesati hanno riguardato il Giappone, la crescita 2014 è quasi dimezzata allo 0,9 per cento, mentre Usa e Cina hanno stime quasi invariate, a 2,2 e 3,1 per cento e a 7,4 e 7,1 per cento per il Dragone.

Sempre secondo il Fmi in Italia la disoccupazione continuerà a crescere quest'anno, toccando un picco del 12,6 per cento per poi segnare una limatura al 12 per cento nel 2015. L'inflazione manterrà una dinamica molto debole, solo 0,1 per cento di crescita dei prezzi al consumo nel 2014 e 0,5 per cento nel 2015.

In generale nell'area euro bisogna "evitare ulteriori inasprimenti di bilancio", nel caso si verifichino "sorprese negative" sulla crescita. Sorprese che quindi implicherebbero peggioramenti dei parametri sui conti pubblici. "Ci sta un rischio che la ripresa nell'area euro finisca in stallo - recita l'editoriale dello studio - che la domanda possa ulteriormente indebolirsi e che la bassa inflazione degeneri in deflazione".

Secondo l'istituzione di Washington risultano "elevati i rischi di crescita a rilento e di persistenza di bassa inflazione". Guardando alle politiche di bilancio, complessivamente vengono giudicate solo moderatamente restrittive sul biennio in esame. Ma appunto vanno evitati "inasprimenti in caso di sorprese negative sulla crescita". Nel caso della Germania poi, l'istituzione ribadisce che vi sono margini tali da consentire perfino un aumento della spesa pubblica, specialmente per investire sul rifacimento delle reti infrastrutturali. Nel medio termine comunque bisognerà cercare di ridurre i debiti pubblici nei paesi dove sono elevati rispetto al Pil.

Infine, guardando alla Bce, se le misure già decise non dovessero sortire gli effetti sperati deve esser "pronta a fare altro" per riportare l'inflazione a livelli più ragionevoli: un ampio piano di acquisti che includa titoli di Stato. "Per l'area euro la priorità deve essere portare la crescita sopra la tendenza e aumentare l'inflazione, cosa che implica il mantenimento di una linea accomodante in politica monetaria".

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