lunedì 05 dicembre | 13:53
pubblicato il 13/apr/2016 16:30

Fmi: a Italia serve ancora risanamento conti, misure pro-crescita

Debito ancora su secondo Fmi; Cottarelli: potrebbero sbagliarsi

Fmi: a Italia serve ancora risanamento conti, misure pro-crescita

Washington, 13 apr. (askanews) - L'Italia non può mollare la presa sul riequilibrio dei conti pubblici. "Ulteriori misure di risanamento fiscale sono necessarie in primo luogo attraverso un mix di misure a favore della crescita economica composto da razionalizzazione della spesa pubblica e da riduzione delle agevolazioni fiscali per mettere il debito pubblico su di un sentiero stabilmente discendente". Il segnale giunge dal Fondo Monetario Internazionale che nell'ultimo Fiscal Monitor, presentato oggi a Washington, sottolinea come "i rischi fiscali stiano crescendo quasi dappertutto. Nelle economie avanzate - si legge nel documento - il rischio di una crescita persistentemente bassa insieme a bassa inflazione rende la riduzione del debito ancora più sfidante. Nei Paesi emergenti e in via di sviluppo condizioni finanziarie più stringenti e più volatili potrebbero aumentare significativamente il conto degli interessi sul debito in un momento in cui i fabbisogni finanziari lordi stanno crescendo".

Il 'mantra' del Fondo, in questo contesto, sta diventando quello di sostenere la crescita assicurando la sostenibilità a lungo termine dei debiti, con la richiesta ai Paesi dell'area euro di "utilizzare appieno lo spazio esistente concesso dal Patto di Stabilità e di Crescita, in particolare per aumentare gli investimenti pubblici".

Come si sta comportando l'Italia con le sue grandezze fondamentali di finanza pubblica? Il Fondo Monetario si rivela meno ottimista del Governo di Roma sia sul versante del deficit pubblico sia del debito: l'indebitamento netto italiano viene valutato al 2,7% del Pil quest'anno e all'1,6% a fronte del 2,3% e dell'1,8% rispettivamente contenuti nel Def, con una revisione rispetto alle previsioni di un anno fa pari a un punto e a mezzo punto percentuale.

Il Fondo Monetario inoltre, a differenza del Governo, prevede che quest'anno il debito pubblico italiano continuerà a salire, passando al 133% (132,4% la stima del Def) del Pil per poi calare a partire dal 2017 a quota 131,7% (130,9% prevede il governo). Una divergenza quest'ultima, che viene spiegata dal direttore esecutivo Fmi per l'Italia, Carlo Cottarelli con motivi tecnici: "questo aumento del rapporto debito/Pil è fondamentalmente dovuto al fatto che il Fondo Monetario prevede una bassa crescita del Pil nominale: se fate i calcoli vedete che la differenza tra le previsioni del Fondo e del Def del Governo sul rapporto debito Pil sono dovute al fatto che il pil nominale è più alto nel Def che nel World Economic Outlook. Questo causa anche un deficit che è un po' più alto. Su questo posso solo dire che lo scorso anno alla fine il Def ha avuto ragione nel senso che all'inizio dell'anno scorso le previsioni di crescita del Fmi erano allo 0,5% e poi sono salite allo 0,8%. Io spero che abbiano fatto lo stesso errore quest'anno".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Cambi
Cambi, euro in calo sul dollaro ai minimi da 21 mesi
Titoli di Stato
Il rendimento del Btp 10 anni torna sopra il 2%
Pil
Pil, Istat: verso stabilizzazione ritmo di crescita dell'economia
Ferrero
Ferrero si 'mangia' i biscotti belgi Delacre
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Festa a Roma con Heinz Beck per i 30 anni del Gambero Rosso
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari