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pubblicato il 13/apr/2016 16:30

Fmi: a Italia serve ancora risanamento conti, misure pro-crescita

Debito ancora su secondo Fmi; Cottarelli: potrebbero sbagliarsi

Fmi: a Italia serve ancora risanamento conti, misure pro-crescita

Washington, 13 apr. (askanews) - L'Italia non può mollare la presa sul riequilibrio dei conti pubblici. "Ulteriori misure di risanamento fiscale sono necessarie in primo luogo attraverso un mix di misure a favore della crescita economica composto da razionalizzazione della spesa pubblica e da riduzione delle agevolazioni fiscali per mettere il debito pubblico su di un sentiero stabilmente discendente". Il segnale giunge dal Fondo Monetario Internazionale che nell'ultimo Fiscal Monitor, presentato oggi a Washington, sottolinea come "i rischi fiscali stiano crescendo quasi dappertutto. Nelle economie avanzate - si legge nel documento - il rischio di una crescita persistentemente bassa insieme a bassa inflazione rende la riduzione del debito ancora più sfidante. Nei Paesi emergenti e in via di sviluppo condizioni finanziarie più stringenti e più volatili potrebbero aumentare significativamente il conto degli interessi sul debito in un momento in cui i fabbisogni finanziari lordi stanno crescendo".

Il 'mantra' del Fondo, in questo contesto, sta diventando quello di sostenere la crescita assicurando la sostenibilità a lungo termine dei debiti, con la richiesta ai Paesi dell'area euro di "utilizzare appieno lo spazio esistente concesso dal Patto di Stabilità e di Crescita, in particolare per aumentare gli investimenti pubblici".

Come si sta comportando l'Italia con le sue grandezze fondamentali di finanza pubblica? Il Fondo Monetario si rivela meno ottimista del Governo di Roma sia sul versante del deficit pubblico sia del debito: l'indebitamento netto italiano viene valutato al 2,7% del Pil quest'anno e all'1,6% a fronte del 2,3% e dell'1,8% rispettivamente contenuti nel Def, con una revisione rispetto alle previsioni di un anno fa pari a un punto e a mezzo punto percentuale.

Il Fondo Monetario inoltre, a differenza del Governo, prevede che quest'anno il debito pubblico italiano continuerà a salire, passando al 133% (132,4% la stima del Def) del Pil per poi calare a partire dal 2017 a quota 131,7% (130,9% prevede il governo). Una divergenza quest'ultima, che viene spiegata dal direttore esecutivo Fmi per l'Italia, Carlo Cottarelli con motivi tecnici: "questo aumento del rapporto debito/Pil è fondamentalmente dovuto al fatto che il Fondo Monetario prevede una bassa crescita del Pil nominale: se fate i calcoli vedete che la differenza tra le previsioni del Fondo e del Def del Governo sul rapporto debito Pil sono dovute al fatto che il pil nominale è più alto nel Def che nel World Economic Outlook. Questo causa anche un deficit che è un po' più alto. Su questo posso solo dire che lo scorso anno alla fine il Def ha avuto ragione nel senso che all'inizio dell'anno scorso le previsioni di crescita del Fmi erano allo 0,5% e poi sono salite allo 0,8%. Io spero che abbiano fatto lo stesso errore quest'anno".

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