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pubblicato il 08/gen/2013 12:00

Fisco/ Ue, Imu utile a ridurre ineguaglianze, ha aspetti equità

Ma rafforzare progressività. Alcuni fraintendimenti stampa

Fisco/ Ue, Imu utile a ridurre ineguaglianze, ha aspetti equità

Bruxelles, 8 gen. (askanews) - L'Imu potrebbe essere migliorata per rafforzarne la progressività. Lo afferma la commissione europea nel suo Rapporto su occupazione e sviluppi sociali in Europa, pubblicato a Bruxelles. L'introduzione dell'Imu "ha incluso alcuni aspetti di equità fiscale" sostiene la commissione europea. Ad esempio, "la detrazione di 200 euro per la prima casa, la detrazione aggiuntiva per i figli a carico, una differenza notevole nella tassazione tra residenza principale e secondaria". Comunque, si precisa nel rapporto "altri aspetti (aggiornamento dei valori catastali, detrazioni non legate alla tassazione sul reddito dei contribuenti, definizione di residenza principale e secondaria) possono essere ulteriormente migliorate per rafforzare la sua progressività". La Commissione, tuttavia, non 'boccia' affatto l'Imu, come sostengono oggi alcuni titoli della stampa italiana. La tassa sulle proprietà immobiliare è citata anzi nel rapporto dell'Esecutivo Ue come un tentativo (visto positivamente) di riduzione delle ineguaglianze di benessere economico, attraverso la presa in conto dei valori di mercato reali degli immobili, invece che di quelli catastali non aggiornati, generalmente minori. Parlando della situazione generale in Europa (e non dell'Imu italiana), la Commissione rileva infatti che "dal punto di vista sociale, l'attuale struttura delle tasse sulla proprietà non è sempre progressiva, mentre la base fiscale di questa imposizione non è stata al passo con il valore delle proprietà". Subito dopo, in uno specchietto a pag. 265 intitolato "Dai valori catastali ai valori di mercato - Il caso italiano", il rapporto mette in luce proprio l'aumento dell'effetto redistributivo di un provvedimento di riforma fiscale come l'Imu in Italia. "L'inclusione, nella base impositiva della tassa sul reddito, dell'affitto presunto stimato ai valori di mercato, invece dei valori catastali (che non erano stati aggiornati dal 1990, ndr), dovrebbe ridurre le disuguaglianze di benessere economico (redditi in denaro più introiti derivanti dalle proprietà immobiliari)", scrive la Commissione nello specchietto, anche se un po' più avanti suggerisce di migliorare la progressività dell'Imu. Alcune interpretazioni della stampa italiana, inoltre, hanno frainteso una frase del rapporto (l'ultima di pag.267) in cui si afferma che "le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla (riduzione delle) diseguaglianze in Estonia e Italia, e sembrano avere aumentato leggermente la povertà in Italia". In realtà, la frase è riferita ai grafici n.27 e n.29 della pagina precedente, che prendono in conto dati del 2005 e del 2006. Il mancato effetto sulla riduzione delle diseguaglianze e il 'leggero aumento della povertà' in Italia non hanno nulla a che fare, dunque, con l'Imu, introdotta nel 2012, ma riguardano semmai l'Ici com'era prima dell'introduzione dell'esenzione dell'imposta per le prime case nel 2008.

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