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pubblicato il 14/mag/2013 18:53

Fisco: ok Ecofin a negoziati con Svizzera, freno da Austria-Lussemburgo

(ASCA) - Bruxelles, 14 mag - Avanti con le negoziazioni in tema fiscale con i paesi terzi. Il consiglio Ecofin ha conferito alla Commissione europea il mandato per modificare gli accordi fiscali con Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Svizzera. Si intende rivedere i rapporti tra l'Ue e questi paesi per quanto riguarda la tassazione dei risparmi depositati nelle banche di quelli che sono considerati i paradisi fiscali in territorio europeo. I ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi Ue chiedono alla Commissione di chiudere un negoziato con i governi dei cinque paesi interessati che permettano un migliore scambio di informazioni,e piu' in generale che garantisca che gli stessi stati extra-Ue continuino ad applicare misure equivalenti a quelle in vigore a livello comunitario. Per Michael Noonan, il ministro delle Finanze dell'Irlanda, paese con la presidenza di turno del Consiglio europeo, il conferimento del mandato negoziale rappresenta ''un importante passo avanti negli sforzi dell'Ue per contrastare l'evasione e la frode fiscale''.

Contento solo parzialmente il commissario europeo per la Fiscalita' e l'unione doganale, Algirdas Semeta. ''Non posso dire che oggi si sia risposto in pieno a tutte le aspettative della riunione dell'Ecofin, anche se qualche successo e' stato raggiunto''. Da una parte, infatti, dopo due anni i paesi membri hanno conferito un mandato negoziale alla Commissione, ma dall'altra ci sono paesi che hanno posto piu' di qualche riserva: Austria e Lussemburgo si oppongono a quanto previsto dalla ''direttiva risparmio'', che si discute dal 2008 e che propone lo scambio automatico tra paesi membri delle informazioni sugli interessi versati alle persone fisiche non residenti. Lo scambio di informazioni si applica alle persone fisiche e non alle societa', e copre i redditi derivanti da pagamenti di interessi anche da depositi bancari, titoli pubblici, investimenti nei fondi che investono piu' del 25% degli asset in titoli di debito. Si propone l'estensione della direttiva a tutti i risparmi e prodotti finanziari che generano interessi, inclusi i contratti di assicurazione vita, fondazioni e societa' di investimento fuori dell'Ue che ricevono reddito per i benefici a persone residenti in uno Stato membro, strutture di intermediari non attualmente tassate. Austria e Lussemburgo non vogliono cedere e hanno fatto mancare il proprio appoggio alla direttiva, che necessita dell'approvazione all'unanimita'. ''Sono deluso'', ha detto Semeta.

bne/mau

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