mercoledì 18 gennaio | 13:08
pubblicato il 30/gen/2014 14:08

Fisco: negoziato Italia-Svizzera non riguarda solo capitali (punto)

(ASCA) - Roma, 30 gen 2014 - ''Se qualcuno si aspetta una firma rimarra' deluso, si tratta di aspettative irrealistiche che non tengono conto della complessita' della materia.

L'incontro di oggi sara' solo uno step di un negoziato che non ha alcun tempo contingentato. Non e' stata fissata alcuna data. Chi parla di fallimento non conosce l'argomento'', cosi', all'Asca, una fonte elvetica vicina alla trattativa tra Italia e Svizzera, commenta la visita del ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, a Berna. Il piatto forte del negoziato, almeno dal lato italiano per le sue potenzialita' di gettito, e' la tassazione dei capitali esportati illegalmente da residenti nella Confederazione elvetica. Stime ufficiose, ma non c'e' alcuna certezza in mancanza di ''disclosure'' quantitativa da parte elvetica, parlano di 120-180 miliardi che hanno spiccato il volo.

La Svizzera su questo tema ha gia' sottoscritto accordi con diversi paesi europei, ma la trattattiva con l'Italia riguarda anche altri capitoli.

In primis, sulla spinta del Canton Ticino, sul tavolo c'e' un nuovo accordo per il trattamento fiscale dei lavoratori italiani transfrontalieri, un piccolo esercito di 60mila che ha la residenza fiscale nei comuni italiani a ridosso della frontiera. Negli ultimi anni, a questo flusso, si sono aggiunte le aziende che delocalizzano dal Belpaese alla Confederazione.

Il Canton Ticino lamenta una ''invasione'' che mette sotto pressione servizi e infrastrutture del Cantone, favorisce forme di dumping salariale a sfavore dei lavoratori elvetici, dunque sarebbero necessari dei disicentivi per contenere questi effetti negativi.

Infatti, il trattamento fiscale dei lavoratori italiani transfrontalieri e' regolato da una vecchia convenzione del 1974 che consente loro di pagare le tasse in Svizzera, dove sono molto piu' basse, pur risiedendo in Italia. Poi i comuni svizzeri, sotto forma di compensazione finanziaria, rigirano una robusta parte di questa tassazione, circa il 40%, a favore dei comuni italiani frontalieri. L'idea degli elvetici e' quella di applicare la convenzione Ocse per evitare la doppia tassazione e superare la vecchia convenzione bilaterale. Un tema caldo che potrebbe suscitare proteste proprio da parte dei transfrontalieri italiani, in quanto, a fini fiscali, diverrebbe prevalente il principio della residenza.

Poi Berna vuole migliore accesso al mercato italiano per le imprese e le banche elvetiche dove uno degli ostacoli e' rappresentato dall'inclusione della Confederazione elvetica nella black list.

Insomma sul tavolo non c'e' solo la tassazione sui capitali evasi ed esportati nella Confederazione, un dossier riaperto dal presidente del Consiglio Enrico Letta dopo l'approccio molto tiepido seguito dal governo Monti piu' incline a sposare la tesi della Commissione Ue interessata a un accordo quadro tra Ue e Svizzera che depotenzi gli accordi bilaterali. Qui ritorna la vexata quaestio del funzionamento della Ue, meglio la centralizzazione a Bruxelles o l'approccio intergovernativo alla luce della sovranita' fiscale di cui godono i paesi dell'Unione. Berna, proprio sulla tassazione dei capitali esportati, punta non solo a regolare il passato ma anche il futuro. La Confederazione ha gia' raggiunto accordi di questo tipo con Regno Unito ed Austria. In realta' era stato siglato anche con la Germania, approvato dal Bundestag, ma poi bocciato dal Bundesrat in pieno clima elettorale non si voleva dare l'impressione di voler ancora favorire l'esportazione dei capitali. Un argomento cavalcato dalla Spd, che al Bundesrat aveva la maggioranza, ora passate le elezioni e partorito il governo di grande coalizione non si puo' escludere un ripensamento.

''Insomma i temi sul tavolo sono molti, richiedono tempi negoziali piu' lunghi di quelli previsti dai media, che erroneamente avevano parlato di accordo da chiudere in questi giorni, ma il negoziato non ha tempi contingentati, le parti non si sono dati nessuna scadenza''.

men/mau

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