venerdì 20 gennaio | 21:39
pubblicato il 07/set/2013 12:00

Fisco/ Cgia: Tasse record, nel 2013 quasi 12mila euro a testa

Ogni italiano paga il 120% in più rispetto al 1980

Fisco/ Cgia: Tasse record, nel 2013 quasi 12mila euro a testa

Roma, 7 set. (askanews) - Nel 2013 la pressione fiscale raggiungerà il 44,2% del Pil: un record mai toccato in passato, ben 12,8 punti percentuali in più rispetto al 1980. In termini assoluti, denuncia la Cgia, ciascun italiano (bambini e ultracentenari compresi) verserà quest'anno un carico di imposte, tasse e contributi pari a 11.629 euro: ben il 120% in più di quanto abbiamo pagato nel 1980 (5.272 euro pro capite). A tali conclusioni si giunge considerando che il gettito fiscale e contributivo del 1980 era pari a 63,8 miliardi di euro, mentre alla fine del 2013, secondo le nostre stime, finiranno nelle casse dello Stato ben 694 miliardi di euro. Il dato relativo alla pressione fiscale riferito al 2013, fa notare la Cgia, è leggermente inferiore al dato previsto nell'aprile scorso dal Documento di economia e finanza (44,4%). Ciò è riconducibile al fatto che le stime della Cgia hanno tenuto conto delle disposizioni fiscali introdotte successivamente (DL 63/2013 "proroga agevolazioni fiscali IRPEF ristrutturazione edilizia e risparmio energetico", dl 69/2013 "del fare", dl 76/2013 "differimento aumento iva" e dl 102/2013 "abrogazione prima rata Imu"). Inoltre, si è tenuto conto dell'impegno del governo Letta di eliminare, per l'anno in corso, la seconda rata dell'Imu sull'abitazione principale, nonché del peggioramento della situazione economica destinato a produrre effetti depressivi sul Pil. Per il segretario Giuseppe Bortolussi, inoltre, "on bisogna poi dimenticare che per i contribuenti onesti la pressione fiscale reale, ovvero al netto dell'economia sommersa, si attesta ormai al 53,6%. Inoltre, possiamo tranquillamente affermare che nel 2013 gli italiani hanno lavorato per il fisco sino alla metà di giugno: una cosa insopportabile". Il peso del fisco può essere ridotto strutturalmente "contraendo in maniera strutturale la spesa pubblica improduttiva - conclude Bortolussi - possiamo ridurre anche le tasse. Per far questo è necessario riprendere in mano il federalismo fiscale che, a mio avviso, è l'unica strada percorribile per raggiungere questo obbiettivo. Infatti, le esperienze europee ci dicono che gli stati federali hanno un livello di tassazione ed una spesa pubblica minore, una macchina statale più snella ed efficiente ed un livello dei servizi offerti di alta qualità".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Alitalia
Alitalia, Messina: da tutti c'è volontà di risolvere situazione
Poste
Poste, Caio: società privatizzata ma resta missione sociale
Mediaset
Mediaset, P.S. Berlusconi: Vivendi? Se ne esce per vie legali
Ibm
Ibm archivia il 19esimo trimestre di fila con ricavi in calo
Altre sezioni
Salute e Benessere
Asma e Bpco, 15% italiani soffre malattie respiratorie persistenti
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Formaggi, yogurt, mozzarelle: ora obbligatorio indicare l'origine dellatte
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio: da Cassini primo piano per Dafni, piccola luna di Saturno
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4