mercoledì 25 gennaio | 01:11
pubblicato il 25/giu/2014 14:07

Fisco: Adusbef-Federconsumatori, no a ennesimo condono a danno onesti

Fisco: Adusbef-Federconsumatori, no a ennesimo condono a danno onesti

(ASCA) - Roma, 25 giu 2014 - Il governo prepara un'altra sanatoria, spiegano le associaizoni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori.

''Il disegno di legge sul rientro dei capitali, prevista da un accordo della maggioranza che dovrebbe ricalcare, con il ''ravvedimento speciale'', una norma ad hoc che utilizza lo schema del ''ravvedimento operoso'', gia' in vigore nell'ordinamento fiscale e in base al quale ci si puo' ravvedere con sanzioni ridotte entro un anno dall'evasione''.

Tutto questo per consentire di sanare le posizioni dei contribuenti infedeli che hanno esportato capitali all'estero, compresi gli evasori fiscali italiani e le grandi banche sotto processo per frode fiscale, e cio' assomiglia troppo all'ennesimo condono'', si legge in un comunicato.

com-ram ---- (ASCA) - Roma, 25 giu 2014 - Adusbef e Federconsumatori, ''sconcertate dall'utilizzo di un veicolo legislativo come un emendabile disegno di legge dalle larghe maglie, anziche' del decreto legge, perche' come avrebbe detto il capo del Governo Matteo Renzi, ''piu' il pendolo tende verso un condono, piu' capitali rientrano', ricordano che offrire ulteriori premi agli evasori fiscali che hanno esportato capitali all'estero, o benefici a grandi imprese che hanno approfittato delle frodi, sottraendo circa 120 miliardi di euro l'anno dall'imponibile, addossando in tal modo il peso di una pressione fiscale pari al 44,3% su una platea di contribuenti onesti, spesso famiglie a reddito fisso, e' analogamente delittuoso agli scudi fiscali criminali''.

''Nel settembre 2010, alcune banche, come Unicredit, Monte dei Paschi, Intesa e Banca Popolare di Milano, e gruppi stranieri come la britannica Barclays e le tedesche Deutsche Bank e Dresdner Bank (ora Commerzbank), vennero accusate di aver organizzato architetture finanziarie fraudolente, per un valore di oltre 3 miliardi di euro con il sistema ''Brontos'.

Per quelle accuse e' stato rinviato a giudizio, insieme ad altre diciannove persone, l'ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo (presidente Mps), imputato di una maxi-frode fiscale da 245 milioni di euro, realizzata attraverso un'operazione di finanza strutturata denominata Brontos, il cui processo iniziera' il 1 primo ottobre 2014'', si legge ancora nella nota delle due associazioni.''.

''Adusbef e Federconsumatori, ricordano i processi per frode fiscale della famiglia Riva, accusati pi aver violato l'articolo 3 della legge 74/2000, che punisce (da 18 mesi a 6 anni) chi, al fine di evadere le imposte sui redditi, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei a ostacolarne l'accertamento''.

com-ram

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