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pubblicato il 07/gen/2013 16:23

Fiom: Airaudo lascia per il parlamento, ma avverte 'torno presto' (RPT)

(RIPETIZIONE CORRETTA).

(ASCA) - Torino, 7 gen - Giorgio Airaudo lascia la Fiom per l'avventura in parlamento nelle file del Sel, ma avverte, torno presto. Lo ha detto oggi nel corso del direttivo regionale svoltosi a Torino che ha eletto al suo posto Vittorio De Martino. ''Ho intenzione di ritornare - ha detto Airaudo - non ho un'altra casa se non quella Cgil, se non quella dei metalmeccanici in Cgil''. E ha precisato: ''Lo dico da subito, io penso che si possa tornare da umili frati anche se si e' usciti da vescovi''. Airaudo, che e' un dipendente Fiom, se verra' eletto deputato - come appare piu' che probabile in quanto sara' capolista della circoscrizione Piemonte 1 - usufruira' dell'aspettativa. L'ex leader sindacale - si e' dimesso appena ha accettato la candidatura - vede quindi davanti a se' un impegno in politica temporaneo, anche se non ha specificato neanche di fronte a una domanda precisa se questo voglia dire una sola legislatura. ''Vorrei preoccuparvi un po' - ha detto rivolto ai suoi ex colleghi di sindacato - io non ho nessuna intenzione di andarmene, penso di essere in prestito temporaneo alla politica rappresentativa, non sono iscritto a nessun partito e non ho nessuna intenzione di iscrivermi, questo e' stato chiaro a chi ha fatto la proposta, perche' oggi non c'e' un partito a cui potrei iscrivermi''. Nel passato il percorso di andata e ritorno nel sindacato e' gia' stato compiuto da Titti Di Salvo, oggi nuovamente candidata per Sel in Lombardia. Ad Airaudo, che segue la scia di altri segretari fiom piemontesi approdati in parlamento (tutti nel Pci e nelle sue evoluzioni), come Pietro Marcenaro, Cesare Damiano, Fausto Bertinotti, e piu' indietro Sergio Garavini ed Emilio Pugno, e' stato regalato per il suo addio al sindacato un Ipad: ''Ho appena perso il mio a Roma - ha rivelato Airaudo dal palco rivolto ai circa 60 membri del direttivo - e ormai non posso stare piu' senza. Sara' anche un mezzo per mantenere i contatti con voi''. Secondo il leader della Fiom Maurizio Landini, presente oggi alla riunione, l'uscita di Airaudo ''e' una perdita per la Fiom, perche' Giorgio ha dato un contributo di primo piano alle battaglie di questi anni. Allo stesso tempo rispetto la sua scelta perche' ritengo che in una fase come questa il lavoro e i problemi delle persone che lavorano tornino ad avere una dimensione e una rappresentanza politica. Penso - ha aggiunto - che la distanza che si e' manifestata tra le persone e la politica dipenda dalla inadeguata rappresentanza del lavoro e dei suoi bisogni''. Tra i primi compiti che Landini indica per il nuovo parlamento quello di una legge sulla rappresentanza: ''Se ci sono accordi separati nel nostro paese e' proprio perche' manca una legge di questo tipo - ha osservato - non c'e' una legge che da' diritto a chi lavora di scegliersi i propri delegati e di voare gli accordi liberamente senza ricatto.

C'e' il problema di cancellare l'art.8 (sulle possibilita' di derogare ai contratti nazionali, ndr) di ripristinare l'art.18 (sui licenziamenti individuali, ndr), ma anche una riforma delle pensioni alternativa al taglio che e' stato fatto, e di una politica industriale''. L'uscita di Airaudo dal sindacato e il passaggio del testimone a De Martino ha comunque incontrato comunque anche qualche critica nel corso del dibattito di oggi, per la mancanza di una discussione preventiva e di una candidatura alternativa, preferibilmente di una donna secondo una sindacalista, e perche' oggi la Fiom si indebolisce: ''faccio gli auguri al compagno Airaudo anche se non condivido la sua scelta'', ha invece sottolineato un altro iscritto. Dal punto di vista organizzativo il ruolo nazionale di Airaudo, quello di responsabile auto, sara' da una parte affidato a interim al leader Landini, dall'altro restera' al coordinatore nazionale Michele De Palma che pero' a differenza di Airaudo non entrera' in segreteria nazionale, cosi' come avveniva al tempo della guida di Gianni Rinaldini.

Landini ha pero' sottolineato la necessita' di dare piu' peso alle strutture territoriali a cui affidare responsabilita' nazionali: dalla siderurgia, al costituendo settore della mobilita', che raggruppera' auto e trasporti.

eg/mau/bra

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