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pubblicato il 03/giu/2014 15:49

Fiat: Uliano, su contratto non ci saranno altri rinvii

(ASCA) - Torino, 3 giu 2014 - ''La nostra agenda e' aperta fino a venerdi', non ci saranno altri rinvii''. Cosi' Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim alla ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto Fiat di primo livello, che riguarda 86mila dipendenti, pone le sue condizioni per evitare la rottura che, ribadisce, provochera' inevitabilmente anche iniziative di ''lotta''. Dopo l'incontro tecnico degli scorsi giorni sul Wcm, il World class manufacturing, i cui obiettivi sono indicati dall'azienda come misuratori per erogare il nuovo aumento salariale, la posizione sindacale, almeno per quanto riguarda Fim e Uilm e' chiara: il Wcm, modello organizzativo applicato solo in produzione e non in tutti gli stabilimenti allo stesso livello, non e' in grado di garantire un aumento generalizzato che e' il criterio imprescindibile per un accordo. Fim e Uilm chiedono in sintesi un aumento ''certo, generalizzato e strutturato'' vale a dire confermato anche nel 2015. ''Il Wcm non da' risposte alle domande che oggi sono sul tavolo'' dice Eros Panicali, segretario nazionale Uilm, senza dimenticare, aggiunge Uliano, che c'e' anche il rischio di sovrapposizione dei due livelli di contrattazione, quello aziendale e quello nazionale ''mentre oggi c'e' da dare una quota salariale a tutti''. Non e' detto pero' che dal negoziato che sta per riprendere in questi minuti all'Unione industriale di Torino non scaturisca una soluzione che consenta comunque di prendere un po' di tempo, vale a dire, a quanto filtra da ambienti sindacali, se l'azienda manifestera' comunque disponibilita' ad erogare gli aumenti, le potra' essere consentita una pausa di approfondimento continuando a tenere pero' aperto il tavolo sulla parte normativa del contratto che ancora necessita di alcune messe a punto. Chi sembra pronto a firmare da subito e' invece Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic, secondo cui il negoziato ''non avanza con i tempi di Renzi ma con quelli della prima Repubblica. Perfino Squinzi (presidente di Confindustria, ndr) - osserva Di Maulo - dice che le relazioni sindacali devono essere velocizzate e noi siamo in ritardo perfino nei suoi confronti''.

eg/cam/alf

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