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pubblicato il 04/feb/2014 14:27

Fiat: Uilm, Pomigliano apripista di uno storico percorso con Chrysler

(ASCA) - Roma, 4 feb - ''Nessuno avrebbe immaginato, persino noi, di ricevere un giorno la notizia che la Fiat sarebbe entrata nella gestione della quasi fallita Chrysler''.

Esordisce cosi' sulla rivista nazionale della Uilm, ''Fabbrica Societa''' il leader della Uilm Campania, Giovanni Sgambati parlando degli avvenimenti recenti che hanno riguardato Fiat. ''E' successo - scrive Sgambati - nel lontano gennaio del 2009 mentre ci preparavamo a svol-gere una assemblea con i lavoratori in Cassa Integrazione dello stabilimento G.B. VICO di Pomigliano. Nell'aria era percepibile il clima di incredulita' anche da parte di molti opinionisti che da- vano per spacciata la casa automobi-listica di Torino. Noi ci abbiamo creduto''. ''Ed e' stato questo - aggiunge il segretario generale della Uilm Campania - il precedente che ci ha guidato con successo all'accordo di Pomigliano. Unico caso in cui una pro-duzione e' rientrata nel nostro Paese con un investi-mento consi-stente per am-modernare l'im-pianto. Le ostilita' a questo proget-to sono sotto gli occhi di tutti, dato che tut-tora ancora as-sistiamo a qual-che strascico intriso dalla de-magogia e ca-ratterizzato dall'antagoni-smo''.

''A inizio di quest'anno - ricorda Sgambati - si e' completata l'acquisizione totale di Chrysler da parte di Fiat e il 29 gennaio e' nata la nuova societa' con un logo che unisce la storia delle due case e si posiziona come settimo produttore mondiale di automobili. Certo, rimane una sfida ancora tutta da realizzare, nonostante il masochi-smo di tanti opinionisti italiani che, dopo aver avversato Fiat e il suo ma-nagement guidato dal Presidente John Elkann e dall'Ad Sergio Marchionne, oggi continuano ad insistere esclusiva-mente sull'inidoneita' della scelta della sede legale in Olanda e di quella fi-scale nel Regno Unito''.

''Non e' stata ancora ben valo-rizzata, - fa notare il leader della Uilm - come invece sarebbe acca-duto in casi analoghi trattati in altri contesti europei, la forte capacita' di in-tegrazione che potra' esserci nella progettazione di motori e vetture, so-prattutto nel settori Premium, come gia' dimostrano i successi dei ''brand'' Ma-serati e Ferrari. Finira' che tocchera' a noi valorizzare anche questo aspetto''. ''L'industria tricolore, - conclude Sgambati - non solo ha saputo difendersi, ma, come e' stato per Pomigliano, e' riuscita a proporre novita' attraverso il consenso dei lavo-ratori e sapendo accettare la sfida in ballo. Rimane un lungo tratto che noi vo-gliamo percorrere: coordinare tutte le realta' sindacali della nuova societa' e, con il tempo, non solo sviluppare si-stemi di partecipazione e condivisione dell'impresa, ma assumere le respon-sabilita' nel condividere le strategie per un futuro in cui FCA possa salire ai piani alti dei produttori mondiali per re-starci alla grande. Una visione che,solo immaginata, sbugiarda i tanti''gufi'' schierati contro una storica impresa''.

red/glr

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