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pubblicato il 18/ott/2013 19:05

Fiat: Rsa Fiom da oggi di nuovo a Mirafiori. ''Siamo rientrati''

(ASCA) - Torino, 18 ott - Si sono presentati questa mattina alla porta 2 di Mirafiori accompagnati dallo stesso furgone rosso della Fiom che li aveva aiutati a portar via le loro cose. E nel Ducato con le insegne del sindacato oggi c'erano quelle stesse cose pronte a essere rimesse in fabbrica. Anzi, nella saletta sindacale delle Carrozzerie, tornata a disposizione della Fiom: cancelleria, archivi, i manifesti di Trentin che sulla pista della fabbrica che parla agli operai, di Gramsci, di Berlinguer e del leader storico della Fiom Claudio Sabattini. Mentre il megafono, che non e' stato fatto entrare, e' stato lasciato ''in deposito'', nel gabbiotto della sicurezza. Quindici delegati, riconosciuti dalla Fiat come Rsa, tra cui nomi conosciuti anche fuori dalla fabbrica come Nina Leone, Caterina Gurzi', Rosa Carlino, Pasquale Lojacono, si sono presentati ai cancelli alle undici in punto. Qualche incomprensione con gli uomini della sicurezza, che gli hanno fornito un pass da visitatore anziche' da dipendenti. E' una prassi che vale per chiunque sia in cig, e per tutti i sindacati, anche i firmatari, spiega l'azienda, ma che ha un po' indispettito e un po' guastato l'umore di festa dei sindacalisti, che mestamente avevano dovuto lasciare i locali il 4 gennaio del 2012. Poco dopo mezzogiorno l'ingresso.

''Ho trovato nella saletta i cartelli scritti con il gesso che avemo lasciato allora - dice Nina Leone - 'ritorneremo'.

E allora per prima cosa abbiamo affisso nelle bacheche degli altri cartelli: ''Siamo rientrati''. I manifesti dei leader invece sono stati soltanto appoggiati. ''Mancava la scala - dice Nina - e figuramoci se la Fiat ce la dava...''. ''Sono felice - osserva ancora la delegata Fiom - ci siamo ripresi, grazie alla Costituzione e alla Corte Costituzionale, una cosa che ci era stata tolta ingiustamente, la liberta' di scegliere chi ci rappresenta.

Poi sono anche consapevole dei problemi enormi che ci sono.

Sono tornata in una fabbrica dove si lavora pochissimo.

Oggi ad esempio era un giorno lavorativo, uno dei pochi. Gli operai ci hanno festeggiato perche' da noi si aspettano che si torni a vigilare sulle condizioni di lavoro che nel frattempo, durante la nostra lontananza sono peggiorate perche' non c'e' rappresentanza. Ci hanno segnalato ad esempio che i ritmi delle linee vengono aumentati per rcuperare le fermate, e anche l'atteggiamento della gerarchia e' sempre piu' duro. Non sara' facile - prosegue Nina -, ci hanno bloccato, e la Fiat ce la fa trovare dura. Avremo otto ore di permesso sindacale e non di piu', possibilita' piu' limitate, ma resisteremo e costruiremo anche con i lavoratori le richieste per tutelare salute e condizioni di lavoro''. Ad accompagnare i delegati all'ingresso delle Carrozzerie Federico Bellono segretario torinese della Fiom: ''E' l'inizio di un dialogo? Di certo la Fiat avrebbe potuto aspettare che i giudici dei singoli tribunali assumessero la sentenza della Consulta per dar corso al riconoscimento delle rsa e tutto cio' che ne consegue. A Torino l'udienza e' prevista per il prossimo 28 ottobre - osserva - invece a settembre Marchionne ha fatto una dichiarazione di riconoscimento: ha preso atto di quanto deciso dalla corte costituzionale e ha interrotto la guerriglia giudiziaria''.

''Non e' un fatto secondario - commenta Bellono -. Ma siamo ancora di fronte a fatti formali. Il piano sostanziale ci dice che invece Fiat cerca di non legittimarci, discute con gli altri, ma non con noi. Questo e' il punto - sottolinea il sindacalista -: solo se c'e' un avanzamento su questo versante si puo' dire che si e' aperta una fase nuova.

Certo e' meglio poter fare attivita' sindacale alla luce del sole, e le cose che stannno capitando possono aiutare il dialogo. Ma la partita per far fuori la Fiom non e' andata a finire come Fiat sperava: noi ci siamo e a questo punto converrebbe a tutti tornare a discutere. Con tutti i problemi che ci sono, anche a Mirafiori, - conclude Bellono - bisogna provare a concentrarci sulle prospettive industriali, sulla cassa, sui nuovi modelli, sulle condizioni di lavoro, magari anche litigando, ma senza una querelle giudiziaria che sarebbe bene lasciarsi alle spalle''. eg/mau

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