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pubblicato il 06/feb/2011 05:10

Fiat/ Polemiche su Marchionne, forse vari centri direzionali

Ipotesi del trasloco oltreoceano venuta dall'ad che poi rassicura

Fiat/ Polemiche su Marchionne, forse vari centri direzionali

Torino, 6 feb. (askanews) - Il profilo di Fiat una volta avvenuta la fusione con Chrysler non prevede un trasloco all'estero "né per l'oggi né per il domani": il messaggio giunge tramite il ministro del Lavoro dall'ad Fiat Sergio Marchionne al termine di una giornata che ha visto di nuovo il Lingotto nel mirino delle polemiche. L'Ad però ha rassicurato il ministro Maurizio Sacconi, escludendo trasferimenti del quartier generale del Lingotto oltreoceano. Messaggio simile - ma non identico - anche dal sindaco di Torino: Sergio Chiamparino ha avuto una telefonata con il presidente di Fiat ed Exor, John Elkann, secondo cui non ci sarà un disimpegno della Fiat da Torino, ma dopo la fusione con Chrysler si profila una governance del colosso italoamericano con centri decisionali diversi, localizzati nelle diverse aree produttive: uno a Torino per l'Europa, uno a Detroit per gli Usa, uno in Brasile e probabilmente ci sarà anche un centro per l'Asia. Basterà a disinnescare le polemiche? Sacconi ha assicurato che "Marchionne ha spiegato il senso delle ipotesi formulate con esclusivo riferimento a futuri e possibili, ma assolutamente non decisi, assetti societari, senza alcun riferimento ne per l'oggi ne per il domani a una diversa localizzazione delle funzioni direzionali e progettuali della società". La notizia della conversazione telefonica tra Sacconi e Marchionne è giunta al termine di una giornata di polemiche e congetture sulle parole dell'Ad del Lingotto, che da San Francisco ha annunciato a sorpresa, che nel giro di due o tre anni Fiat e Chrysler potrebbero fondersi in un unica entità, con un proprio quartier generale negli Stati Uniti. E se ormai la fusione con Chrysler sembra l'approdo naturale dell'operazione di spinoff, perfezionata lo scorso 3 gennaio, lo spostamento di baricentro della Fiat oltreoceano risulta un po' più ostico da digerire, anche alla luce dei sacrifici chiesti da Marchionne alle tute blu italiane, in vista della realizzazione di Fabbrica Italia. La Cgil ha buon gioco nel tornare a chiedere che il governo convochi un tavolo sulla Fiat, con Susanna Camusso che a Milano, a margine della manifestazione di Libertà e Giustizia al Palasharp ha detto: "Mi pare che questa dichiarazione confermi tutte le preoccupazioni che avevamo".

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