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pubblicato il 07/giu/2013 17:12

Fiat: Pd presentera' interrogazione su caso Selmat

(ASCA) - Torino, 7 giu - Un'interrogazione parlamentare sul caso Selmat. E' quanto ha promesso il Pd, in un incontro con l'azienda oggi a Torino, a cui ha partecipato il presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano. Tra Selmat e Fiat e' in atto un duro contenzioso da diverse settimane che ha anche aperto un fronte giudiziario con la presentazione incrociata di due esposti. La Fiat ha sostanzialmente addebitato lo stop di alcuni suoi stabilimenti alla mancata fornitura di componenti plastici da parte del gruppo piemontese che impiega circa mille lavoratori nei cinque stabilimenti piemontesi di Sant'Antonino di Susa, Airasca, Dronero, San Martino Alfieri e Beinasco. ''Noi non abbiamo mai bloccato la Fiat, ne' la Maserati, non abbiamo problemi di qualita' e di servizio, vogliamo continuare a lavorare con il gruppo Fiat'', replica l'ad del gruppo Selmat Enzo Maccherrone, secondo cui lo stop agli stabilimenti Fiat ha avuto altre cause, indipendenti dalle forniture. A questo proposito Maccherrone ricorda che ieri e oggi la Maserati non ha prodotto per completare, ad organici ridotti, alcune vetture.

Selmat e' fornitore unico per la Fiat su alcuni componenti, in generale interni in plastica, una condizione ormai rara per il Lingotto, e aggravata dalla richiesta di aggiornare i listini.

A fine aprile il contrasto e' esploso: la Selmat ha comunicato ai sindacati la messa in Cassa integrazione per una settimana di un'ottantina di dipendenti della fabbrica di Airasca, giustificandola con la mancanza di commesse da parte di Fiat, mentre diversi stabilimenti del gruppo automobilistico, anche oltre confine, sono stati fermati. ''Chiediamo alle istituzioni la convocazione di un tavolo con Fiat, per trovare una soluzione a una vicenda che potrebbe compromettere mille posti di lavoro'', dice Maccherrone. Con lui si schierano anche le Rsu che oggi hanno partecipato all'incontro con i rappresentanti del Pd. ''Non capiamo perche' dobbiamo sottostare al gioco di Fiat che comunque non da' un piano industriale chiaro - dice Davide Cecconato Rsu Uilm dello stabilimento di Sant'Antonino - l'azienda ha investito anche in anni difficili e paga regolarmente gli stipendi da quando e' stata fondata nel 1957.

Noi fino ad oggi lavoriamo ma se Fiat toglie le commesse siamo in pericolo''. Circa tre quarti del fatturato Selmat deriva da Fiat e senza garanzie sulla prosecuzione del rapporto, una riorganizzazione appare inevitabile. Cauto il commento di Damiano che sottolinea la necesita' per i fornitori di avere piu' committenti: ''E' una situazione complicata, siamo preoccupati per il futuro di questa azienda in un settore segnato gia' da crisi profonda - dice il parlamentare Pd -.

Torino puo' comunque diventare un distretto di qualita' - prosegue Damiano -. Buona parte dell'indotto si e' emancipato, non e' semplicemente legato a Fiat, e le aziende devono diversificare perche' il mercato e' internazionale.

Bisogna aiutare questi processi''. Quanto all'immediato l'auspicio e' che si possa giungere a un confronto con la Fiat, ''cosi' da riportare la situazione nell'ambito di un normale rapporto industriale tra un fornitore e un suo cliente''. A questo proposito la Fiom ha anche chiesto un incontro urgente all'assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto.

eg/red

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