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pubblicato il 30/apr/2014 12:32

Fiat: Palombella(Uilm), a Detroit da Marchionne aspettiamo 'buone nuove'

(ASCA) - Roma, 30 apr 2014 - ''Ci aspettiamo a Detroit martedi' prossimo ''buone nuove' da Marchionne per quanto concerne gli investimenti produttivi in Italia. In questa aspettativa e' compreso lo stabilimento di Rivolta del Re a Termoli, tenendo conto che lo stesso ha gia' anticipato delle positive intenzioni Ad di Fiat nella sua visita avvenuta lo scorso 7 marzo''. Lo ha detto questa mattina Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, nel corso dei lavori del Congresso provinciale dei metalmeccanici di Campobasso, l'organizzazione sindacale che a livello locale e' guidata da Antonio Di Pardo. La prospettiva per il sito molisano, che deve essere ancora confermata, e' il coinvolgimento nella produzione del ''Renegade'', il piu' piccolo della linea Jeep. Il modello progettato negli Stati Uniti sara' assemblato nello stabilimento di Melfi e, tra le parti meccaniche, montera' il motore Multiair prodotto nell'impianto di Termoli.

''Dal ''management' della casa automobilistica - ha precisato Palombella - ci aspettiamo a Torino, solo nove giorni dopo dall'appuntamento americano, una risposta risolutiva per quanto riguardo lo specifico rinnovo contrattuale. Investimenti produttivi e contratto sarebbero davvero il giusto ''ambo' su cui scommettere per il futuro della Fiat e dei lavoratori''. Il leader della Uilm ha fatto riferimento a ''Fabbrica societa''', da oggi on line, che invita il governo ad una concreta politica industriale: ''Ci vuole - ha detto - un nuovo piano della ripresa siderurgica in Europa ed un piano d'azione nostrano che significa una volta per tutte delineare un quadro di politica industriale a livello nazionale nell'ottica europea. Se non si fa questo non si puo' agganciare alcun tipo di ripresa. E' come una locomotiva a cui agganciare dei vagoni: tira la siderurgia e traina il settore manufatturiero, il comparto industriale, l'intero sistema economico. I settori dei servizi, tra cui c'e' quello del turismo e dei beni culturali, possono essere utili e collaterali, ma e' impossibile che determinino l'uscita dalla crisi. Dalle difficolta' si puo' uscire esclusivamente sostenendo l'industria e accrescendo la percentuale del Pil rappresentata dalle attivita' manufatturiere''.

red-glr/cam/rob

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