martedì 24 gennaio | 11:03
pubblicato il 25/apr/2014 10:23

Fiat: Padoan, da Marchionne choc positivo a relazioni industriali

Fiat: Padoan, da Marchionne choc positivo a relazioni industriali

(ASCA) - Roma, 25 apr 2014 - ''Il modello Marchionne mi piace''. Parola del ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, che in una intervista a Il Foglio esprime apprezzamento per l'azione svolta dall'ad della Fiat negli ultimi anni sottolineando che il numero uno del Lingotto ha prodotto uno choc positivo sul sistema delle relazioni industriali.

''Ho un'opinione tutt'altro che negativa rispetto a quanto fatto in questi anni da Marchionne. Anzi. Credo che la sua sia una storia positiva - afferma Padoan - considerando anche il ciclo economico avverso a livello europeo per le aziende che producono auto. Credo che quella di Fiat non sia una delocalizzazione ma una magnifica trasformazione industriale e credo che il suo sia un successo di cui il nostro paese deve essere orgoglioso. Certo. Si potrebbe obiettare che spostare la sede legale in Olanda e trasferire la residenza nel Regno Unito per questioni fiscali possa essere un atto opportunistico. Ma non mi sembra l'elemento piu' significativo della storia di Marchionne. Semmai il nostro paese dovrebbe muoversi per far si' che nel futuro per gli imprenditori possa essere conveniente rimanere in Italia''. Padoan poi sottolinea che ''cio' che mi sembra invece significativo e' lo choc positivo che Marchionne ha dato al sistema delle relazioni industriali. E quell'esempio credo sia da seguire''. Il Foglio domanda al ministro se il suo riferimento sia legato al tentativo del capo della Fiat di introdurre un regime di contrattazione aziendale che sia preminente su quello nazionale. Padoan risponde di si', e aggiunge anche qualcosa in piu'. ''Sono convinto che sul tema lavoro il nostro governo fara' passi in avanti importanti.

Penso alla riforma del contratto di lavoro, che io mi auguro possa avere come obiettivo finale quello di offrire al nostro paese un contratto unico a tutele crescenti, ma penso anche ad altre due questioni importanti. Da un lato e' necessario che l'Italia si abitui sempre di piu' a legare progressivamente le remunerazioni all'espressione ''produttivita''. Dall'altro lato e' necessario esplicitare, magari, se fosse possibile, anche all'interno del disegno di legge delega sul lavoro, la necessita' di rendere meno complicato per le aziende la possibilita' di derogare con piu' facilita' ai contratti nazionali. Esattamente sul modello del governo Schroder del 2003. La logica e' sempre quella: piu' si semplifica, piu' si de-burocratizza, e meglio e'''.

did/

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