martedì 06 dicembre | 15:43
pubblicato il 05/feb/2014 19:15

Fiat: niente aumenti contrattuali e i sindacati evocano il ''conflitto''

Fiat: niente aumenti contrattuali e i sindacati evocano il ''conflitto''

(ASCA) - Torino, 5 feb 2014 - Se non lo sciopero alla Fiat si profila almeno il blocco degli straordinari. Anche i sindacati firmatari del contratto Fiat usano ora una parola che sembrava scomparsa dal loro vocabolario, il termine ''conflitto''. ''Abbiamo invitato l'azienda a rivedere le sue posizioni, in caso contrario e' chiaro che metteremo in atto iniziative che sfociano nel conflitto pur tenendo conto delle condizioni in cui operano i lavoratori nei vari stabilimenti del gruppo'', dice Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-cisl dopo che la Fiat nell'incontro di oggi all'Unione industriale ha ribadito il suo no ad aumenti salariali per il 2014. Una posizione che i sindacati definiscono ''inaccettabile'' e che ha portato alla sospensione del negoziato. L'azienda ha ribadito l' indisponibilita' a concedere aumenti - 90 euro lordi nel biennio e' la richiesta sindacale - alla luce della crisi del mercato Emea (Europa, Medio oriente e Africa, ndr) degli impegni finanziari per portare a compimento la fusione Fiat-Chrysler e gli investimenti programmati per gli stabilimenti italiani. ''Su queste basi - osserva Uliano - non c'e' possibilita' di conclusione positiva. Ci siamo detti disponibili a definire l'incremento per il 2014 e spostare la discussione del 2015 a dopo l'incontro con l'ad Marchionne previsto a maggio, ma la loro posizione e' rimasta la stessa''.

Roberto Di Maulo, segretario Fismic, non drammatizza, si tratta di una ''complicazione'' consueta quando si affronta il nodo salariale, dice, e sembra individuare una via d'uscita sul premio di produttivita': ''Nei prossimi giorni - osserva - le parti dovranno individuare un percorso che sia il meno oneroso per l'azienda e il piu' vantaggioso per i lavoratori. L'anno scorso questo percorso venne individuato attraverso il premio di competitivita' (legato alle presenze, detassato e decontribuito). Anche quest'anno le parti dovranno compiere uno sforzo analogo in maniera da consentire nei mesi successivi - subito dopo l'importante incontro sugli investimenti previsto per maggio - di individuare soluzioni salariali piu' tradizionali, come l'aumento della paga base per il 2015 e il 2016, quando il grosso peso degli investimenti e dell'acquisto di Chrysler avra' un minor impatto sui conti dell'azienda''. ''Lunedi' prossimo - annuncia Rocco Palombella, segretario generale della Uilm - riuniremo presso la sede di corso Trieste a Roma tutti i segretari provinciali della nostra organizzazione dove sono ubicati i siti di Fiat Auto e Fiat Industrial per valutare il da farsi''. ''Quanto espresso dall'azienda - ha sostenuto anche Palombella - non e' condivisibile da parte nostra. Il fatto che non ci sia alcun aumento salariale a causa dell'andamento ancora difficile del mercato dell'auto e del ricorso alla cassa integrazione a nostro giudizio e' una motivazione che non puo' reggere.

Siamo in presenza del rinnovo di un contratto nazionale e non di un rinnovo relativo ad un contratto di secondo livello.

Quindi, sulla base delle richieste economiche espresse nella nostra piattaforma rivendicativa, ci sarebbero tutte le condizioni per un rinnovo che copra gli indici inflattivi. La Fiat si e' assunta una precisa responsabilita' a cui il sindacato dovra' rispondere nei tempi e nei modi appropriati.

Per un gruppo che sta per affrontare la competizione internazionale, il rinnovo contrattuale nel Paese, che costituisce il cuore progettuale e storico del 'brand' di riferimento, puo' esser il miglio biglietto da visita sui mercati esteri. La Fiat pare volerci rinunciare. Il sindacato esprime, invece, un parere opposto''. L'agenda sindacale prevede dopo le segreterie nazionali della prossima settimana la convocazione delle Rsa dei vari stabilimenti e poi le assemblee con i lavoratori entro il mese di febbraio. ''Per allora - conclude Uliano - ci attendiamo che l'azienda fissi un nuovo incontro. Siamo pronti a confrontarci se l'azienda modifica la sua posizione, ma siamo altrettanto pronti ad assumere atteggiamenti diversi per farle cambiare idea. Ma ci auguriamo ancora che possano essere evitati''.

eg/rf

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