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pubblicato il 24/gen/2014 19:19

Fiat: l'azienda, niente aumenti salariali per 2014. Si riprende il 5/2

(ASCA) - Torino, 24 gen 2014 - La Fiat chiude agli aumenti salariali per il 2014. Entra nel vivo il negoziato con i sindacati firmatari all'Unione Industriale di Torino per il rinnovo del contratto di primo livello e si registrano le prime vere difficolta'. Cionostante il tavolo rimane aperto, aggiornato al 5 febbraio, dopo che lo stesso Marchionne incontrera' il 29 gennaio a Torino i sindacati per le verifiche semestrali sull'andamento di gruppo, con l'intenzione di individuare soluzioni che tengano conto degli interessi dei lavoratori e dell'azienda. ''Senza una risposta alla questione salariale non c'e' contratto'', taglia corto Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl. Nella piattaforma sindacale la richiesta e' di un aumento di 90 euro lordi medi per il biennio 2014-2015. La Fiat ha esposto le difficolta' del gruppo in Europa ricordando i 32 milioni di ore di cassa integrazione utilizzate a livello di gruppo, e ha osservato come la crisi europea abbia portato aziende come Peugeot, Renault e Opel a bloccare la contrattazione salariale per tre anni. ''E quindi alla luce delle difficolta' e degli impegni che il gruppo si sta assumendo in termini di investimenti in Italia - ha riferito Uliano - l'azienda ci ha risposto che le richieste che abbiamo presentato non possono essere accolte innanzitutto per il 2014''.

Una risposta che non accontenta i sindacati che sottolineano come la data del 5 febbraio ''deve essere utilizzata per dare una risposta di contenuto al tema salariale''. ''Anche loro riconoscono - osserva Uliano - che va tenuto aperto il tavolo negoziale per individuare una soluzione che tenga conto degli interessi dei lavoratori e dell'azienda''.

Secondo Roberto di Maulo, segretario generale Fismic, bisogna considerare che la situazione di Cnh Industrial ''e' migliore rispetto a quella di Fiat e quindi nell'analisi della situazione non ci si puo' concentrare soltanto sull'auto''.

Nell'incontro di oggi e' stato aggiunto un ulteriore tassello alla costruzione della parte normativa del contratto con la definizione di 40 ore di permesso retribuito per il diritto allo studio negli ultimi tre anni delle superiori, mentre altri aspetti saranno definiti dopo la questione salariale, e in particolari alcune flessibilita' sull'orario e la partita sulla malattia che i sindacati vogliono tenere separata da quella sull'assenteismo. Ufficialmente l'incontro con Marchionne non riguardera' i temi contrattuali anche se inevitabilmente i vertici sindacali nazionali non eviteranno di farvi cenno. Eros Panicali (segretario nazionale Uilm), ricorda che si attendono ''precisazioni sugli stabilimenti italiani: sull'avvio di Mirafiori e sugli investimenti a Cassino'', dove la cassa integrazione e' in scadenza.

eg/mau/alf

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