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pubblicato il 31/gen/2013 14:15

Fiat Industrial: incontro Marchionne-sindacati, ''nessuna chiusura''

(ASCA) - Torino, 31 gen - ''Nonostante la crisi che picchia forte soprattutto nel settore del movimento terra, non e' prevista alcuna chiusura di impianti ne' la riduzione del personale''. E' quanto afferma Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic al termine dell'incontro di questa mattina al Lingotto con la delegazione di Fiat Industrial guidata dal presidente Sergio Marchionne e dal responsabile delle relazioni industriali Vincenzo Retus. Nel corso dell'incontro, e' stato riferito, l'azienda ha illustrato i dati di bilancio e la situazione economica alla luce della crisi che attraversa il settore del movimento terra per lo stop alle opere infrastrutturali compensata pero' dal buon andamento delle macchine agricole in particolare negli Usa e in America Latina. Le prospettive per il 2013 sono nel complesso positive, hanno riferito i sindacati. All'incontro oltre a Di Maulo erano presenti Giuseppe Farina e Ferdinando Uliano della Fim, Eros Panicali della Uilm, Giovanni Centrella di Ugl e Francesco Scandale dell'associazion Quadri. Il gruppo ha anche assicurato che il quadro europeo si e' stabilizzato, dopo il trasferimento delle attivita' nei camion pesanti da Ulm in Germania a Madrid, deciso nei mesi scorsi. ''Il settore del movimento terra soffre anche a causa delle non scelte del governo - sottolinea Uliano - riteniamo che invece ci sia bisogno di uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni, il rilancio delle infrastrutture consentirebbe di superare questa crisi''. A pagare il prezzo piu' salato e' lo stabilimento Cnh di San Mauro con circa mille dipendenti, il cui livello di saturazione delle linee e' tra i piu' bassi in Italia, ed e' pari a circa il 26%. Quanto all'Iveco di Brescia dove sono in corso i contratti di solidarieta' (firmati anche dalla Fiom), ''non sono previste soluzioni traumatiche'', hanno riferito i sindacati che hanno ricordato l'impegno a ritrovarsi con l'azienda su questo capitolo. A quanto si apprende non si e' parlato di Irisbus, fabbrica dismessa dal gruppo nel 2011, per la quale sono in corso le verifiche sui soggetti interessati all'acquisizione. ''E' cominciato il secondo anno di cassa integrazione - ha riferito Uliano - ci attendiamo dalla task force ministeriale una soluzione per il sito di Valle Ufita e una risposta alle preoccupazioni dei lavoratori''. eg/sam/

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