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pubblicato il 25/ott/2013 19:10

Fiat: Gallino, il polo del lusso ''e' una sfida molto ardita''

(ASCA) - Torino, 25 ott - Il polo del lusso della Fiat a Torino ''e' una corvetta che affronta una corazzata'', troppo debole di fronte ai colossi tedeschi. E' cauto il sociologo Luciano Gallino, che oggi e' intervenuto nel capoluogo piemontese all'assemblea Fiom sul Lingotto, al campus universitario Einaudi, sulle possibilita' che la nuova sfida della fiat, anche se profittevole, possa risolversi in un beneficio consistente dal punto di vista occupazionale. Il docente torinese, uno dei piu' autorevoli conoscitori delle dinamiche industriali, ha sottolineato che il nuovo polo tra Grugliasco e Torino raccoglie l'esperienza di Maserati e di una produzione di sole 5mila vetture l'anno e si deve confrontare con produttori europei dominanti, vale a dire Audi, Mercedes e Bmw che insieme producono 4,3 milioni di vetture, che superano i 4 milioni e mezzo aggregando anche Porsche. Imponente anche il numero di modelli in campo ''Audi ne ha 45, da 22mila euro in su, Bmw e Mercedes tra i 22 e i 25 a testa, Porsche ne ha una dozzina. Affrontare questa corazzata con una flotta di 5-6 modelli e' un 'impresa piuttosto ardua'', sostiene il sociologo. Ma soprattutto, sottolinea Gallino, i margini di queste aziende non vengono dal lusso vero e proprio, vale a dire dalle auto esclusive oltre gli 80mila euro, ma dalle vetture piu' piccole, come la classe A della Mercedes che ''costano 20-25mila euro, ma danno la sensazione di costarne 50mila'', incorporando marchio, stile, e comfort delle auto piu' costose. Detto questo, ha ricordato Gallino, le automobili di lusso hanno la quota piu' alta di componenti realizzata fuori dalla casa madre di assemblaggio, circa l'80%, con punte del 90% per la Porsche. ''La componentistica avra' sempre piu' peso, perche' nello stesso tempo i costruttori hanno sempre meno dipendenti'', ha detto Gallino, osservando pero' come questo non significhi che a goderne sia la componentistica di un particolare territorio, ad esempio quello torinese perche' la competizione e' globale.

''Oggi Magna (colosso austro-canadese, ndr) - ha aggiunto Gallino - e' un gigante della fornitura con 300 stabilimenti e centinaia di migliaia di addetti. E fabbrica di tutto, persino un intero veicolo, come nel caso della Mercedes''. A ridurre ulteriormente le necessita' di manodopera, il ricorso massiccio alla robotizzazione che vede l'Italia al secondo posto per acquisto di robot industriali dopo la Germania. In sintesi ''ci sono motivi per nutrire qualche perplessita' sul fatto che il polo del lusso torinese sia in grado di creare nuova occupazione. C'e' da augurarsi il miglior successo - ha concluso - ma la sfida che Fiat mette in campo e' molto ardita''.

eg/rf

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