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pubblicato il 24/lug/2013 18:56

Fiat: Fim-Cisl, dopo Consulta ripartire da accordo su rappresentanza

(ASCA) - Roma, 24 lug - La sentenza della Consulta sull'art.19 dello statuto dei lavoratori rischia di alimentare l'instabilita' delle relazioni sindacali e per questo ''non c'e' altro da fare quindi che ripartire dall'accordo sulla rappresentanza tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria del 31 maggio scorso''. Lo dichiara il segretario generale della Fim Cisl Giuseppe Farina.

''La sentenza della corte costituzionale - dice - boccia l'articolo 19 cosi' come voluto dalla Fiom con il referendum popolare del 1995 e contemporaneamente conferma la legittimita' delle scelte fatte negli accordi sindacali e dalla Fiat; afferma e risolve il diritto di rappresentanza sindacale per il sindacati che hanno iscritti e sono rappresentativi ma contemporaneamente indebolisce il criterio della effettivita' dell'azione sindacale fatta da trattative e accordi che, la stessa Corte Costituzione e la gran parte dei tribunali italiani, avevano in precedenza riconosciuto come criterio fondante di rappresentativita' del sindacato''.

Secondo Farina ''nei fatti alimenta quindi, l'instabilita' nelle relazioni sindacali e rischia di allontanare gli investimenti e il lavoro dal nostro Paese. Infatti affermare un diritto di rappresenta senza parallelamente affermare il vincolo del rispetto delle decisioni delle maggioranze e' un oggettivo regalo all'instabilita' sindacale. Peraltro interpretata letteralmente, la sentenza, rischia di alimentare solo un dibattito politico, ma non cambiare nulla nelle relazioni sindacali metalmeccaniche.

Se infatti il nuovo criterio di misurazione della rappresentativita' e' esclusivamente la effettiva partecipazione alle trattative; la Fiom non ha partecipato, per sua scelta, ne' al rinnovo del CCNL metalmeccanici ne' al rinnovo del CCSL Fiat''.

''Non c'e' altro da fare quindi - conclude - che ripartire dall'accordo sulla rappresentanza tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria del 31 maggio scorso, bisogna completarlo e applicarlo in tutte le sue parti e chiedere successivamente al legislatore, un intervento non invasivo di sostegno ai due principi affermati nell'accordo interconfederale: il diritto alla rappresentanza attraverso la certificazione dei sindacati rappresentativi e l'impegno al rispetto rigoroso degli accordi approvati a maggioranza. Come e' evidente non saranno ne' i tribunali ne' la Corte Costituzionale che potranno risolvere i problemi della Fiom e dei rapporti sindacali nell'industria metalmeccanica finche' quest'utima, non smettera' di fare esclusivamente politica e tornera' a fare il sindacato confederale''.

fgl/

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